Al diavolo il dio risultato, viva la prestazione. Meravigliosi. Su un campo infame, hanno giocato a calcio. Col cuore, col fiato, con tutto: continui, mai in calo né in affanno. Sull’erba asciutta, ci saremmo divertiti. E si vede la mano di Gautieri: nella compostezza del coro, nella regolarità del meccanismo (non esistono diritti acquisiti). Abbiamo respirato il coraggio di chi se l’è giocata. Con ferocia. Con lucidità. Con i ragazzi – Forte, Lazaar, Barberis, Ely, Tremolada – contro i marpioni. Con la forza del futuro contro il loro presente forse già passato: è più facile acquistare le figurine come Sansovini che costruirtele in casa.
L’1-1 è stata un’ingenuità a furor di popolo: l’abbiamo beccato perché sentivamo troppo giusto e meritato il gol dell’1-0, stavamo ancora abbracciandoci e godendo tutti assieme, ma se alzi un secondo la testa dal manubrio in B finisci al fosso. Il “torto” di essersi fermati a esultare con lo stadio (come dopo il 3-2 di De Luca al Padova in semifinale) ha fregato i biancorossi, ma per noi alla fine quella troppa voglia d’essere felici è solo un peccato del cuore.
Non è vero che il Varese esce ammaccato o perdente da una beffa come questa. Il Varese esce più forte. Anzi: Forte. Gioco e mentalità per 92 minuti e mezzo, bastavano solo 30 secondi in più: manca poco per colmare l’ultimo gap tra una squadra che vive nella terra di mezzo e un’altra che parte all’avventura, può esserci un obiettivo più grande da centrare sabato col Cesena? Con questo coraggio, finora mai così continuo, tra sei giorni scriveremo il finale giusto.
Lo spartito c’è: nemmeno il fango alle caviglie può fermarti se credi, osi e sfidi con tutto te stesso. Il Varese ora sa di poter fare quello che non gli era mai riuscito: giocare con intensità e ferocia dall’inizio alla fine. Prendete Lazaar e Forte: li avevate mai visti arrivare in fondo con la stessa furia del primo minuto? Era sempre una storia a metà, ieri è arrivata alla penultima pagina: è mancato poco o nulla.
Sono i risultati incompiuti da cui nascono le storie compiute. Chi ti fa impazzire, inizia a farsi amare.
E il mercato, a meno 22 punti dalla salvezza? Fossimo in Milanese e Gautieri, terremmo conto di Tremolada: ha avuto un minuto, si è conquistato il mondo. È da Varese. Nel 4-3-3, vicino a Pavoletti e Forte, può provare a starci. Manca sempre quello che mette la palla sulla testa o sui piedi del bomber biancorosso: Piccolo del Lanciano sarebbe il massimo, come Di Roberto. E il profeta in mezzo? Dipende da cosa chiede il mister: se punta sulle ali, diamogli le ali per volare. Piuttosto, un rinforzo in difesa: faremmo un pensierino a Bernardini, panchinaro del Chievo. E al terzino, quando e se partirà Lazaar. Poi dentro i giovani, a tutto spiano e a tutti i livelli: i Forte e i Lazaar, alla fine, arrivano. Come Barberis, titolare perfetto della prossima stagione: ma bisogna insistere, il futuro passa dal presente, non dai Sansovini.
Ps: grazie a Franco Vanoni che cura l’erba di Masnago. Un uomo che vive amando un prato: c’è qualcosa di più bello e romantico nella vita?
Varese
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