Dopo il presidio contro la “svuotacarceri”, la Lega Nord riprende la battaglia contro le Prefetture. Rilanciando la proposta di abolirle. Come? Nei prossimi mesi scatterà una raccolta firme destinata a presentare un quesito referendario ad hoc.
Intanto, già in questi giorni il Carroccio varesino ha realizzato, e fatto affiggere, duecento manifesti nella città di Varese. Il testo dei cartelloni, in due varianti, recita: “Scegli, Democrazia o Prefettura?” e “Scegli, Trasparenza o Prefettura? 2014 Aboliamo le Prefetture!”.
Insomma, il messaggio è chiaro. «Presto saranno pronti i moduli per la raccolta delle firme – annuncia il segretario cittadino dei lumbard, – Sarà una campagna referendaria che coinvolgerà tutte le piazze del Nord per l’abolizione di questo presidio inutile, sprecone e dannoso, che già nel 1944 riteneva ripugnante per una democrazia».
La mobilitazione del Carroccio su questo tema avrà inizio nelle giornate di sabato e domenica con gazebo e volantinaggi per informare i cittadini su quanto costano e come si comportano gli apparati prefettizi in Italia, quali funzioni assorbano e quanto si risparmierebbe affidando le stesse competenze a Comuni e Province.
«La Prefettura di Varese – attacca Pinti – farebbe bene ad aggiornare almeno la sezione Trasparenza del suo sito internet, dove attualmente non si trovano né il compenso del Prefetto, né quello dei dirigenti, né il tasso di assenza dei dipendenti e funzionari che vi lavorano. Omissione curiosa, visto che la pubblicità di questi dati è stabilita da una legge dello Stato. Quello stesso Stato che il prefetto dovrebbe rappresentare». «Ci penseremo comunque noi a portare le cifre in piazza. Una su tutte quella relativa al compenso annuo del solo prefetto che a Varese percepisce circa 142mila euro lordi, un costo che lievita a circa 440mila euro annui quando si includono in questo calcolo anche i quattro viceprefetti».
© riproduzione riservata













