«Nel derby tirò giù 22 palloni Questo è Linton Johnson»

Implacabile sotto le plance, colto, ironico, intelligente lontano dal parquet. E, da pochi giorni, papà.

Linton Johnson III, nuovo centro della Cimberio Varese (presto l’ufficialità) non è un tipo banale. «Un americano atipico» lo definisce Annamaria Malzoni, vicepresidente della Sidigas Avellino e ginecologa che ha seguito la nascita di Linton Johnson IV, il primo figlio del nuovo pivot biancorosso, nato sabato scorso nel capoluogo irpino.

Johnson approda a Varese dopo tre anni molto buoni ad Avellino e qualche mese, meno fortunato, a Sassari. Ma nel passato del giocatore nato a Chicago il 13 giugno 1980, 203 cm di altezza per 93 kg, ci sono anche cinque stagioni in Nba. Interpreta il ruolo in modo diverso da Hassell: più dinamico, e con una spiccata capacità di andare a rimbalzo. Ad Avellino ancora ricordano con entusiasmo i 22 rimbalzi conquistati da Linton in un derby contro Caserta al PalaMaggiò. In difesa può ancora essere un fattore, in attacco ha mostrato qualche limite, soprattutto quando riceve palla spalle a canestro.

Lontano dal parquet Linton Johnson III riesce velocemente a conquistare la stima di compagni e tifosi: «Ama calarsi pienamente nella realtà in cui vive – sottolinea la vicepresidente Malzoni – Appena arrivato ad Avellino, si è subito mostrato curioso di conoscere il nostro modo di vivere, la cultura italiana, la cucina, la moda. Ma anche l’arte e la letteratura. È un uomo molto curioso intellettualmente».

In Campania, Linton ha trovato anche l’amore della sua vita, in uno dei luoghi meno romantici del mondo, l’aeroporto di Napoli Capodichino: «Linton doveva partire per una trasferta con la squadra – racconta la Malzoni – Mentre aspettava di imbarcarsi ha incrociato lo sguardo di Delia, una ragazza di Caserta che lavora per il Monte dei Paschi, anche lei in attesa di prendere l’aereo». Uno sguardo, poi una parola, fatto sta che da quel momento Linton e Delia non si sono più lasciati. E quando, l’anno scorso, hanno suggellato il loro amore con il matrimonio, hanno voluto tornare sul “luogo del delitto”: «Dopo la cerimonia e la cena sono andati a fare le foto a Capodichino – ricorda ancora la vicepresidente – Era mezzanotte passata, e hanno aperto una zona dell’aeroporto apposta per loro».

Sabato scorso, un’altra grande gioia: la nascita del piccolo Linton IV, l’ultimo (per ora) erede della dinastia dei Johnson: «Durante la gravidanza Linton ha voluto sapere tutto, mi faceva un sacco di domande – sorride la dottoressa Malzoni – Anche in questa occasione è stato pignolo e scrupoloso: leggeva tutti i manuali sul parto».

Una curiosità intellettuale onnivora, quella del centro di Chicago: «L’anno scorso – ricorda ancora la vicepresidente di Avellino – siamo andati con tutta la squadra a visitare un santuario a Monte Verde, in Irpinia. Indovinate chi si è dimostrato il più interessato? Ovviamente Linton, l’unico a fare domande sulla storia di quella chiesa, mentre tutti gli altri giocatori erano, diciamo così, abbastanza distratti…».

Va da sé che Johnson sia impegnato anche nello studio della lingua italiana. «Ogni giorno – aggiunge la dottoressa Malzoni – sulla propria pagina Facebook, Linton scrive una parola. Lui la chiama “la parola del giorno”: scrive un vocabolo e poi ne spiega il significato, l’etimologia, l’uso. In italiano e in inglese».

Insomma, a Varese sta per sbarcare una persona di spessore. I tifosi della Cimberio si augurano di ammirare anche un campione in grado di aiutare Varese a centrare i playoff.

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