Avvocato varesino sulla Concordia «Ho rivissuto quel dramma»

Avvocato varesino sulla Concordia
«Ho rivissuto quel dramma»

«E’ stato come andare sul luogo del delitto». Questo il commento, a caldo, dell’avvocato varesino Cesare Bulgheroni, difensore di tre passeggeri della Costa Concordia, che ieri si trovava all’isola del Giglio per il primo sopralluogo dei difensori di parte civile sul relitto della nave da crociera.

Obiettivo: trovare elementi utili alla perizia, comprendere meglio le cause dell’incidente e il funzionamento dei sistemi di emergenza. Ieri è stata una giornata importante per le indagini, ma è stata anche la prima volta in assoluto che qualcuno, ad eccezione del personale di soccorso, ha messo piede sul ponte di comando.

Per chi era lì, è stato come rivivere il dramma del 13 gennaio 2012, nel quale morirono 32 persone. Tutto rimandava al panico e alla concitazione, alla sofferenza e alla morte. «Le parti sommerse della nave sono molto rovinate, mentre quello che rimane fuori dall’acqua è praticamente a posto – racconta l’avvocato Bulgheroni, il

cui studio legale si trova a Milano – e a livello emozionale l’impatto è stato fortissimo. Buttando l’occhio nelle cabine ho visto che ci sono ancora i bagagli buttati alla rinfusa e dà i brividi guardare gli ascensori panoramici che finiscono nell’acqua. Essere lì sopra è talmente impressionante che sembra il set di un film».

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