Roma, 3 feb. (Apcom) – In un’intervista al Jerusalem Post il vice
ministro degli Esteri di Hamas ed ex consigliere del primo
ministro a Gaza Ismail Haniyeh, Ahmed Youssef, ha dichiarato che
un accordo tra Israele e il movimento islamico è prossimo e
potrebbe essere raggiunto entro giovedì prossimo. Youssef si è
detto ottimista su un cessate il fuoco, malgrado non abbia ancora
ricevuto assicurazioni in tal senso dalla delegazione di Hamas
inviata al Cairo.
“Tutto quello che posso dire è che ci sono segnali positivi” ha
detto Youssef. “Stiamo andando nella giusta direzione, verso un
cessate il fuoco. Sono convinto che troveranno un accordo nei
prossimi due giorni” ha aggiunto Youssef.
Le richieste di Hamas prevedono un cessate il fuoco di un anno,
l’apertura di tutti i valichi con la Striscia di Gaza, la fine
dell’embargo e uno stop alle aggressioni militari israeliane. Il
movimento islamico ha inoltre respinto la prospettiva di una
forza di sicurezza israeliana al confine egiziano di Rafah,
aprendo invece ad una forza di interposizione egiziana,
palestinese ed europea, ha spiegato ad Al Jazeera un altro
dirigente di Hamas Mohammed Nasr.
Sempre al Jerusalem Post ieri era stato il rappresentante
dell’Unione europea per il processo di pace in Medio Oriente,
Marc Otte, a spargere parole di ottimismo: sia l’Anp di Abu Mazen
(a Parigi per incontrare il presidente francese Nicolas Sarkozy)
che Israele sono pronti a riaprire il valico di Rafahm in base
agli accordi del 2005 (che assegnavano all’Ue il monitoraggio del
traffico insieme alle forze israeliane).
“Si tratta di un accordo trilaterale tra Israele, l’Anp e l’Ue.
Tutti sono d’accordo a tornare a quell’intesa” ha spiegato Otte
aggiungendo che questa proposta è l’unica concreta sul tavolo dei
negoziati del Cairo. “Oltre a questo – ha aggiunto l’inviato Ue –
la priorità è l’incremento del flusso di beni umanitari nella
Striscia di Gaza”.
Bfr
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