La sindrome da influenza colpisce anche le imprese lombarde: infatti il costo del virus di stagione sul sistema produttivo regionale è stimato – per le 13 settimane che vanno dal 14 ottobre al 12 gennaio – in 19 milioni di euro (vale a dire un quinto circa del totale italiano) ed equivale a circa 200mila giorni di lavoro persi per malattia.
Un dato che considera gli occupati costretti a letto, tra imprenditori e lavoratori, per una media di tre giorni di convalescenza a testa ed esclude il costo-non costo del weekend.
La più colpita tra le lombarde è Milano con un costo di 6,3 milioni di euro e circa 75mila giorni di malattia. Seguono Brescia (2,3 milioni di euro), Bergamo (due milioni), Varese e Monza e Brianza (entrambe 1,7 milioni circa).
È quanto emerge da una stima della Camera di Commercio di Milano su dati Istat e Ministero della Salute.
Secondo l’indagine, nella nostra provincia i giorni di malattia negli ultimi tre mesi ammontano invece a ventimila.
Un dato che si ripercuote inevitabilmente sulle casse delle aziende varesine per l’ammontare di un milione e settecentomila euro. Meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando i giorni di malattia presi dai lavoratori della nostra provincia furono 21mila a fronte di un costo a carico delle nostre imprese pari a due milioni e mezzo di euro.
Secondo i medici di medicina generale, questa riduzione è dovuta alla crisi economica che ha creato un maggior senso di fedeltà e solidarietà da parte dei dipendenti nei confronti delle proprie aziende.
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