I ragazzi della movida di Varese «Alcol e canne: che altro c’è?»

I ragazzi della movida di Varese
«Alcol e canne: che altro c’è?»

«Mi ubriaco perché non c’è molto altro da fare». E ancora: «Una canna non ha mai fatto male a nessuno». Parola di movida varesina “under 18”.

 Quella che s’incontra nel salotto buono del capoluogo – tra corso Matteotti e piazza Monte Grappa – ogni weekend. Quella che tira tardi in centro, perlopiù in strada, per «fare serata».

Sabato, accanto a questi giovanissimi a caccia di qualche ora di svago, c’eravamo anche noi. Con l’obiettivo di capire, da adulti, il punto di vista di un’altra generazione, quella che ondeggia tra sano divertimento, bicchieri di troppo, canne e maleducazione. 

Risultato? Quel che emerge dai teenager della città giardino è la mancanza di valide alternative “alla strada”. Sono infatti pochi gli spazi e i luoghi adatti alla loro età, alle loro possibilità economiche e alle loro passioni musicali o culturali.

«A Varese non ci sono locali, ci sono solo bar – racconta Simone, 17 anni – e la movida si sviluppa nelle piazze Monte Grappa e Ragazzi del ’99, oppure lungo il corso. Stando tutti fuori è normale che i bicchieri vengano poi, spesso, gettati a terra». In realtà i ragazzi citano tre locali presenti in città: il Deep, il Twiggy e il Kings Cross. Sono, però, visti dai giovanissimi come locali frequentati da «gente grande».

«Hanno tutti trent’anni – spiega Marco, 18 anni appena compiuti – Noi non c’entriamo nulla lì in mezzo. E poi sono cari. Non possiamo permetterci di spendere tutti quei soldi per una birra o un panino».

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