«Fox non mollare» Uno striscione che è vita

«Fox non mollare». A Varese calcio e basket fanno il tifo per Stefano Volpe, detto Fox.

Le due curve biancorosse hanno incoraggiato a modo loro lo storico tifoso di Malnate, 43 anni, una vita trascorsa tra gli spalti del Franco Ossola e del palazzetto a Masnago, finito in ospedale dopo essere stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

Volpe, infatti, affetto da fibrosi cistica ha subito il trapianto del polmone. La vita appesa a un filo, ma dopo l’operazione avvenuta lo scorso 11 gennaio, le sue condizioni, con tutte le cautele del caso, sono in miglioramento e già nelle prossime ore dovrebbe fare rientro a casa dove completerà la lunga riabilitazione che dovrebbe portarlo a vivere un’esistenza finalmente normale. Senza complicazioni respiratorie, senza gli affanni quotidiani, senza i patemi di un uomo affetto da una malattia terribile che lo ha afflitto da sempre.

Ma Fox, come lo chiamano affettuosamente gli amici, non ha mai mollato, si è aggrappato alla speranza di un trapianto per tornare a vivere.

Sabato pomeriggio i ragazzi della curva del Varese, e lo stesso hanno fatto ieri sera nel derby gli Arditi al palazzetto, con un gesto di clamorosa sensibilità hanno dimostrato la propria vicinanza a una persona che soffre sventolando nella pancia dei templi sacri dello sport varesino uno striscione. Un semplice messaggio di incoraggiamento, ma ricco di significato, che sicuramente lo avrà reso felice.

Nella sua stanza d’ospedale attende di poter tornare a tifare per le sue squadre del cuore. Sì perché la sua, per il calcio e il basket di Varese, è una passione antica che affonda le radici soprattutto nella tradizione leggendaria della mitica Ignis. I ricordi del bambino lo hanno contagiato trasformandolo in un tifoso dai lunghi trascorsi negli stadi e nei palazzetti. La passione biancorossa è compagna inseparabile. Certo, i vari Corny Thompson, Bob Morse, ma poi anche Pozzecco fino al grande Dunston dello scorso anno, sono stati idoli e modelli ineguagliabili, ma per lui ciò che conta non è l’uomo, ma la maglia. L’importante, per chi tifa Varese, è che indossi la casacca biancorossa. Come quella di Zecchin, gentile omaggio che un amico gli ha fatto di recente.

Quella di Fox è una storia straordinaria di coraggio e di sacrificio: un esempio per chi si trova in difficoltà, bloccato da un ostacolo apparentemente insuperabile. La sua, però, è anche una storia di speranza e di solidarietà che unisce la vita allo sport, dando un tocco di magia a un pallone che rotola su un campo da calcio o a una palla che schiaffeggia il nylon di un canestro.

“Fox non mollare” è il messaggio che ogni persona in difficoltà vorrebbe sentirsi ripetere per non cedere di fronte all’asprezza della vita. Ma Fox ce la sta facendo e molto presto potrebbe tornare a Masnago per applaudire un gol di Pavoletti o una schiacciata di Polonara.

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