«Il picco di stelle cadenti sarà il 12 agosto». La conferma arriva da Luca Buzzi, esperto dell’osservatorio del Campo dei Fiori.
Lunedì prossimo, alle 20.30, a villa Toeplitz, i volontari dell’osservatorio terranno una serata divulgativo con osservazione del cielo e stelle cadenti. Ci saranno i telescopi per osservare il cielo, ma le stelle cadenti si vedono a occhio nudo per definizione perché sono velocissime e durano pochi secondi.
«Il 10 agosto, notte di San Lorenzo, è per tutti la sera delle stelle cadenti, ma solo per un retaggio del passato – spiega Buzzi – Sono anni che la data è passata al 12 agosto, per via dei moti della terra».
Fu nel 1838 che Adolphe Quetelet, direttore dell’osservatorio di Bruxelles, insieme all’astronomo dilettante Edward Herrick, annunciò la scoperta di numerose ricorrenze annuali di sciami meteorici, tra cui spiccò per quantità e continuità quella del 10 di agosto. Cosa fossero le stelle cadenti restava un mistero. «Il primo a comprendere la natura del fenomeno – ovvero che le stelle cadenti erano associate alle comete – fu Giovanni Virginio Schiaparelli, uomo a cui è dedicato l’osservatorio astronomico varesino» continua l’esperto.
Nello specifico, la teoria di Schiaparelli, poi rivelatasi esatta, ipotizzava che le comete, durante i loro avvicinamenti al sole che le fanno evaporare in una lunga coda di gas e polveri, lasciassero dietro di sé, pressappoco sulla stessa orbita, numerosissimi detriti (pezzetti di ghiaccio, sassolini, polveri). Quando la Terra, viaggiando nello spazio, attraversa queste regioni, i minutissimi detriti entrano nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità ed evaporano a causa del forte attrito e surriscaldamento lasciando talvolta anche una scia colorata, dovuta alla ionizzazione dell’aria.A. Mor.
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