La Lega andrà a congresso federale entro Natale con un candidato unico. E il favorito appare il varesino. Dei cinque nomi espressi da , sono infatti lui e il segretario nazionale della Lega Lombarda le uniche due figure che, sentendo il polso dei militanti, potrebbero rivestire la carica.
E dal momento che Maroni vuole arrivare con un candidato unico, come è tradizione nella Lega da sempre, la figura di Giorgetti, ex delfino di e capogruppo alla Camera, appare la figura ideale per tenere unite tutte le anime del partito e proseguire il dialogo con gli altri partiti.
Giorgetti nega: «Non mi sono neanche candidato». Del resto, è l’uomo che non rivela mai alla stampa il suo vero obiettivo.
L’unica cosa certa è che ci sarà un candidato unico, come dice Maroni: «L’importante è che si arrivi lì con candidatura unitaria per il nuovo segretario, ci sono le condizioni per farlo, e questo è quello che importa». Ma durante l’assemblea la linea portata avanti finora da Maroni ha ricevuto critiche, o comunque richieste di cambia di rotta. , ex senatore e voce critica del Carroccio, ha criticato alcuni aspetti della Lega 2.0. «C’è la tendenza da parte di alcuni di cercare in maniera spasmodica un “padrino” per ottenere posti nei cda e questa Lega non è quella che vogliamo, non è quella pensata all’inizio da Bossi».
Vedani ha poi criticato «quegli esponenti leghisti che entrano nei cda, e c’è stato un caso in provincia di Varese, e poi si aumentano gli emolumenti senza discuterne prima fino a 900mila euro all’anno». Non fa il nome, ma la critica sembrerebbe indirizzarsi all’ex amministratore Sea , l’unico a corrispondere all’identikit.
Dopo Vedani è stata la volta del sindaco di Cairate , segreteria provinciale, che ha esposto i punti elaborati dai dirigenti di Varese.
Proposte come il blocco del cumulo di troppe cariche e il limite di due mandati per i parlamentari o altri incarichi.
E ha aggiunto, riprendendo la polemica di Vedani: «La segreteria provinciale ha grossi problemi economici di sostentamento. Negli anni passati abbiamo espresso un manager che prendeva 900mila euro all’anno. Sarebbe bastato che devolvesse il 10% al partito, come sarebbe stato previsto, per risolvere i nostri problemi».
Infine dalla segreteria provinciale è arrivata la bocciatura «dell’ipotesi di accorpamento in un partito unico del centrodestra, che qualcuno a livello nazionale sta proponendo».
E i varesini sottopongono tre interrogativi a Maroni: «Oggi le prospettive autonomiste ed indipendentiste sono ancora di interesse per Lega Nord?». E, ancora: «Se sì, con quali strumenti concreti si intende perseguirle? Abbiamo provato spesso disagio nel non riuscire a spiegare ai cittadini come realizzare la macroregione». E infine: «C’è la possibilità di uscire dalla moneta unica europea?».
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