Un grazie agli amici di Marietto «Avete preso il nostro cuore»

Un grazie agli amici di Marietto
«Avete preso il nostro cuore»

Una targa per gli Amici di Mario. Il Comune di Varese, insieme ai familiari del ragazzo scomparso in Australia a maggio, ha consegnato uno speciale riconoscimento ai varesini che si sono prodigati per permettere il rimpatrio della salma del giovane.

«Al gruppo Amici di Marietto, in segno di gratitudine per l’impegno e la solidarietà con cui ha contribuito al rimpatrio di Mario Pastore, un figlio di Varese».

L’effigie sulla targa è tutta per loro. Per gli amici del ragazzo scomparso quattro mesi fa a Melbourne in Australia, colto da un malore mentre lavorava in una pizzeria.

Una tragedia per familiari e amici, che però non si sono persi d’animo e hanno «costruito un ponte di solidarietà – ha detto ringraziandoli la sorella maggiore di Mario, – che ha portato Italia e Australia a vivere 22 giorni senza frontiere».

Una maratona contro il tempo per racimolare i soldi per il rientro della salma del ragazzo e non solo. «Ci siete stati vicino, avete raccolto le nostre lacrime e preso il nostro cuore. L’amore che avete dimostrato nei confronti di Mario è puro e coinvolgente, tanto da farci sentire fortunate. Grazie a voi abbiamo vissuto il lutto e non la disperazione. Il distacco e non la solitudine, il dolore e non la paura».

E hanno saputo anche coinvolgere tutta la città, facendo sentire tutti in dovere di portare a casa un fratello, un figlio, un amico.

«La storia di Mario ha scosso la città – ha detto l’assessore ai servizi sociali, – Era un giovane uomo in cerca della felicità e forse per questo in tanti hanno voluto che tornasse a casa».

Tutto però è cominciato da quel gruppo di amici, che ha usato la rete per smuovere la città. Per questo il Comune e i familiari hanno voluto premiarli con un gesto importante. Un pubblico riconoscimento e un dono privato. Una maglia del Milan che solo loro sanno quanto importante fosse per Marietto.

«In molti ci hanno chiesto di averla come ricordo di nostro fratello – ha aggiunto Manuela – ma non possiamo farla a pezzi. Ne abbiamo fatte altre, cosi ognuno avrà la sua e potrà portare sempre con se un po di Mario».

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