«Quando si hanno gli uomini giusti si può sognare», scrive un tifoso sulla pagina ufficiale del Varese, all’interno di un noto social network. È solo uno dei tanti commenti al primo gol di Leonardo Pavoletti che, al debutto in biancorosso, non si è lasciato sfuggire l’occasione di segnare, firmando, con un preciso sinistro allo scadere, il gol del 3-0 con cui si è chiusa la trasferta di Latina. L’attaccante si è sbloccato subito, facendo sbocciare l’amore della piazza che lo aveva aspettato con trepidazione per tutta l’estate, e, guarda caso, il Varese è tornato a vincere.
«Grande Pavoletti anche se non avesse segnato – scrive un altro appassionato su Internet – perché ha creato occasioni e la punizione per l’1-0 di Zecchin se l’è procurata lui, dopo aver recuperato palla». L’entusiasmo è alto e una tifosa è pronta ad azzardare questo paragone: «Pavoletti da lontano assomiglia a Trezeguet… sarà forse per il pizzetto?».
Sembra che il Varese abbia trovato un tesoro in Pavoletti e il centravanti livornese è un campione nel rimanere con i piedi per terra.
Quando si era presentato martedì scorso, per il primo allenamento, aveva dichiarato: «Sono qui per mettermi a disposizione». E domenica, dopo il successo di Latina ha ringraziato i compagni: «Sono stati grandi perché hanno tentato in tutti i modi di facilitare il mio inserimento».
Aggiungendo, subito dopo: «Quando le cose vanno bene e si vince, il merito non è mai di un singolo ma del gruppo».
Sarà, ma il suo arrivo ha messo le ali all’attacco biancorosso, spento nelle prime due giornate in cui aveva segnato solo grazie a un’autorete.
Appena Pavoletti ha messo piede in campo, è arrivata però una tripletta, firmata, oltre che da Pavoletti e Zecchin, anche da Caetano, finalmente incisivo. Pavoletti non si sente comunque l’uomo chiave: «Ho trovato subito il gol ma non ho ancora la migliore condizione, che spero di trovare presto. E poi nel mio 3-0 ci sono le firme di Neto Pereira, da cui è partita l’azione, e di Corti, che ci ha provato la prima volta: il mio merito è stato solo quello di arrivare per primo sulla respinta del portiere e buttare in porta la palla».
Pavoletti non è un tipo che si esalta più del dovuto è anche per questo è da Varese, squadra che, adesso, è il suo solo pensiero fisso.
«Ho vinto il campionato di B con il Sassuolo e ho assaggiato la Serie A ad agosto ma non mi spaventa scendere di categoria per ripartire – afferma -. Punto ad arrivare il più in alto possibile con il Varese. La A? È il sogno di ogni calciatore e cercherò di riconquistarla appena possibile, lavorando sodo e impegnandomi al massimo per crescere».
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