VARESE Non piove e gli agricoltori lanciano l’allarme. La Coldiretti ha stimato una riduzione di produzione di foraggio del 40% e un aumento di costi per le aziende agricole. Il problema è destinato a rimbalzare sui consumatori, che già nei prossimi mesi potrebbero dover spendere di più per comprare gli ortaggi. «Per quanto riguarda la siccità siamo in una situazione di allerta – spiega Paolo Valisa, metereologo del Centro geofisico prealpino – Abbiamo accumulato un deficit idrico. Su 151,2 millimetri di pioggia attesi ad aprile nella provincia, ne sono caduti 54,5. Questo significa che siamo in deficit di 96,7 millimetri. Aprile, inoltre, è stato anche un mese molto caldo. Dal primo gennaio al 30 aprile, rispetto alle statistiche, mancano 130,7 millimetri di pioggia. Statisticamente il mese di maggio è il più piovoso dell’anno: ci saremmo aspettati 184 millimetri, mentre siamo a 17. Si prevede qualche temporale isolato domenica, ma è difficile dire quanto potrà contribuire all’apporto idrico». Il 2008, il 2009 e il 2010 sono stati anni molto piovosi. La pioggia ha superato i 2000 millimetri all’anno, contro una media di 1540 millimetri. Il 2005, il 2006 e il 2007 sono invece stati asciutti. «Considerato il tempo – spiega Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – molti operatori hanno anticipato la raccolta del primo taglio del fieno maggengo e il risultato è stato un meno 40% di raccolto. Non ci aspettavamo un così pesante crollo del raccolto, ma la perdurante assenza di perturbazioni piovose è stata veramente decisiva. Questo
si trasformerà in maggiori costi per le nostre imprese che avendo meno fieno in cascina, come si usa dire, dovranno acquistarlo sul mercato. Ci auguriamo che le condizioni cambino durante la stagione estiva altrimenti rischiamo di avere perdite importanti anche sul mais e sui cereali come frumento, orzo già ora in sofferenza. Insomma la speranza è che l’estate 2011 non assomigli a quelle del 2007 e del 2003, quando l’estate torrida fece addirittura strage di vitellini appena nati». «La siccità ha già avuto effetti negativi sui cereali a semina autunnale, come il frumento e l’orzo, e ha compromesso il primo taglio dei prati che è il più abbondante – afferma Giuliano Bossi, direttore di Confagricoltura Varese – Una situazione come questa si ripercuote sul prezzo del fieno e dei mangimi, che sono già in rialzo. Ne risentono anche le coltivazioni vivaistiche che sono quelle che necessitano di più irrigazione. Diventando più care le materie prime, aumentano anche i prezzi per i consumatori. I primi prodotti a rincarare sono gli ortaggi. Stiamo cominciando a valutare se ci siano gli elementi per chiedere lo stato di calamità». Più cauto Giovanni Giubilini, presidente di Cia Varese: «E’ vero, il primo raccolto di fieno è andato male. La situazione è preoccupante, ma aspettiamo a pensare male. La siccità ha compromesso il primo taglio, ma confidiamo nel secondo. Sul territorio, potrebbero soffrire le culture di patate di Gerenzano, Uboldo e Somma Lombardo. Ma questo lo appureremo ad agosto o a settembre». Adriana Morlacchi
s.bartolini
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