La primavera porta gioia e serenità. Complici le giornate più lunghe, il clima ideale e le piante in fiore, l’umore ne beneficia. La salute un po’ meno.
Per molte persone, infatti, questo periodo dell’anno coincide con la comparsa di fastidiose allergie: occhi irritati, congestioni nasali e starnuti continui. E poi sonno disturbato, calo di concentrazione e la rinuncia agli spazi aperti.
Di fronte a tutto questo s’intuisce facilmente perché per chi soffre di allergie consideri “maledetta” la primavera. E non si tratta di pochi sfortunati individui, ma di circa un italiano su sei, che ha difficoltà a riposare durante il sonno notturno, concentrarsi nelle attività di tutti i giorni e stare all’aria aperta.
Sono colpite tutte le fasce della popolazione, anche se alcune allergie si osservano prettamente durante l’infanzia e l’adolescenza, per esempio quelle respiratorie come le riniti e l’asma che affliggono i bambini, in special modo nelle città molto inquinate. Le stime parlano di un bambino su tre che anche a Varese soffre di allergie.
Per migliorare la qualità della vita è dunque fondamentale intervenire sia alla radice, con i vaccini, sia sui sintomi, che vanno limitati e stemperati per diminuirne l’intensità e l’impatto sulle attività di ogni giorno.
Ecco allora qualche consiglio dei medici di famiglia della Simg per cercare di contrastare i fastidi. Regola numero uno: durante la giornata evitare di uscire all’aperto per passeggiate o jogging nelle ore di maggiore concentrazione pollinica (cioè quelle centrali e più calde) o in giornate particolarmente ventose.
Sappiate che maggio e giugno non daranno tregua a chi è allergico alle graminacee: maggio è il periodo di massima allerta, ma peri varesini anche a giugno sarà impossibile respirare.
Evitare anche di viaggiare in auto con i finestrini aperti, preferendo l’uso di climatizzatori, in genere dotati di filtri antipolline. Inoltre, è buona norma fare la doccia e lavare i capelli ogni giorno per contrastare i pollini e gli altri allergeni.
Infine, chi è allergico a un principio farmacologico non deve necessariamente rinunciare ai farmaci: può consultarsi con l’allergologo, che gli indicherà le alternative disponibili per non correre alcun rischio e curare comunque ogni suo disturbo.n V. Des.
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