Sieropositivo si taglia la gola Carabiniere finisce in ospedale

Sieropositivo si taglia la gola
Carabiniere finisce in ospedale

Carabiniere sventa un tentativo di suicidio e finisce in ospedale: è ricoverato in osservazione al reparto infettivi. L’aspirante suicida è infatti un tossicodipendente sieropositivo che, nel tentativo di farla finita, si è tagliato la gola: il militare che è riuscito a salvargli la vita si è ritrovato coperto dal sangue dell’uomo. Il ricovero in ospedale si è reso obbligatorio: per prassi sul carabinieri devono essere eseguiti tutti i controlli del caso mirati ad escludere una seppur remota possibilità di contagio.

Il fatto è accaduto l’altro ieri sera. Il tossicodipendente, originario di Gallarate e in cura alla comunità “La Pineta” di Marchirolo, doveva essere riportato in carcere per terminare di scontare la pena inflitta in quanto ritenuto colpevole di un furto messo a segno a Castellanza nel 2007. Il giudice di sorveglianza di Varese ha revocato il suo programma terapeutico: i carabinieri erano andati a prelevarlo in esecuzione di un’ordinanza carceraria che avrebbe dovuto riportare in cella il tossicodipendente. Pochi minuti: l’uomo ha raggiunto il proprio alloggio per “fare le valige” raccogliendo indumenti ed effetti personali da portare con sé in carcere. Con lui c’erano tre carabinieri. All’improvviso l’uomo ha aperto il cassetto del comodino estraendo un taglierino: un’azione velocissima. Pochi secondi e la lama era già alla gola: il carabiniere più vicino è stato ancora più rapido di lui. Il militare, nonostante il tossicodipendente fosse armato ed evidentemente in preda alla agitazione, tanto che avrebbe potuto fare qualunque cosa anche accoltellare il militare, è stato più rapido di lui: era quello più vicino e d’istinto si è buttato sull’aspirante suicida ingaggiando con lui un corpo a corpo.

Il carabinieri ha afferrato il braccio armato del disperato e mentre questo premeva la lama sulla gola il carabiniere tirava in senso contrario riuscendo ad avere ragione dell’uomo a bloccarlo e disarmarlo. Questione di istanti: il tossicodipendente è riuscito a ferirsi ma il militare ha impedito che il taglio andasse in profondità lesionando organi vitali. Il gesto estremo sarebbe stato tentato dall’uomo, già provato psicologicamente, per evitare di tornare in carcere. Ora

è ricoverato in ospedale a Varese ed è piantonato: la prognosi è di 20 giorni e non è in pericolo di vita. In ospedale anche il carabiniere: il contatto con una quantità di sangue sufficiente al contagio gli è costato un periodo di osservazione agli infettivi. Il militare sta bene: si attendono gli esiti dei controlli ma la possibilità che possa contrarre il virus è giudicata molto remota.

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