Musica/ Bob Dylan, il menestrello spegne settanta candeline

Musica/ Bob Dylan, il menestrello spegne settanta candeline

Roma, 23 mag. (TMNews) – Le leggende per loro stessa natura tendono all’immortalità, ma – almeno finché suonano su questa terra – non sono indifferenti al passare dell’età: e così anche Robert Zimmerman compie 70 anni mentre il più noto Bob Dylan rimane al di sopra dell’anagrafe statunitense.

Eppure, qualche segno di cedimento di recente l’ha mostrato anche il Menestrello di Duluth, criticato dalla base perché ritenuto troppo cedevole di fronte alla censura cinese, che gli avrebbe imposto la scaletta del recente concerto di Pechino: niente diritti umani, niente ribellioni, solo le solite versioni stravolte di classici meno impegnati.

Ma lo stesso Dylan – che ha respinto le accuse al mittente – aveva anticipato in fondo le autorità cinesi già negli anni Sessanta, con “My back pages”: “Giusto e sbagliato, senza dubbio ho definito questi termini in modo molto chiaro, ma ero molto più vecchio e oggi sono molto più giovane di allora”. Il secondo dei tanti “tradimenti” – il primo e più famoso, la conversione all’elettricità che scandalizzò i puristi del folk – dylaniani, che quindi rimane fedele all’unica cosa che conta, se stesso.

Dal menestrello della protesta dei primi Sessanta, alla trilogia elettrica culminata con lo storico “Blonde on Blonde”, alle crisi religiose (cristiane ed ebraiche, una sola sarebbe banale), al ritorno al blues degli ultimi dischi: sempre impegnato nel suo “Never-ending tour”. Non uno, molti Robert Zimmerman, complicati e tormentati e domani improvvisamente settantenni, ma un solo Bob Dylan: lui – nonostante le ansie suicide confessate in un’intervista di quarant’anni fa – non muore.

Mgi

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