Alessandro Vedani, ex sindaco di Buguggiate, ha smantellato il pollaio, ma non ha alzato bandiera bianca e intende trovare un modo per difendere le sue galline dall’affamatissima volpe che gironzola nel quartiere.
Su Facebook c’è ancora la “targa” in memoria della strage del primo luglio. Quando: «Una volpe ha infierito su sei galline entrando nel pollaio appena amorevolmente costruito».
In quell’occasione Vedani aveva detto: «È aperta la caccia alla volpe. Che guerra sia».
Il conflitto in questo momento vede l’ex sindaco pesantemente in perdita. Le sue galline sono cadute tutte nelle fauci della volpe. Si è salvata solo un’anatra che adesso ha raggiunto il peso di dieci chili e che, date le dimensioni, incute un certo timore anche alla volpe, che per il momento ha deciso di non passare all’attacco. Ma Vedani ha avvistato il suo nemico dal muso aguzzo gironzolare nei pressi della sua abitazione.
«Erano le sei del mattino – racconta – Ritengo la presenza di volpi fisiologica di questa zona, ma bisogna trovare un modo furbo per tenerle alla larga. Bisogna trovare “una quadra”». Due le ipotesi al vaglio dell’ex sindaco. La prima è quella di coprire il pollaio con una rete, cosa che preverrebbe anche le incursioni delle gazze ladre e delle faine che, spesso e volentieri, fanno razzia di pulcini.
Di media, su una nidiata di 16, ne sopravvivono due o tre. Per rendere più sicuro il pollaio bisognerebbe anche potenziarne il fondo.
La seconda ipotesi è quella di mettere a guardia del pollaio un cane di piccole dimensioni. Magari non uno come Melampo, il cane di Pinocchio che era sceso a patti con quattro faine: fingeva di non accorgersi delle razzie nel pollaio ricevendo come premio una gallina «bell’e pelata, per la colazione di domani».
rivela che lui è «contadino dentro». Da una parte la tradizione, dall’altra l’innovazione: «I miei avi erano contadini, ma io mi informo su internet. Lì ho imparato i segreti della tosatura delle pecore, ma su come tener alla larga le volpi non c’è nulla e così devo trovare un equilibrio creando un sistema di convivenze».
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