Il virus dell’Hiv è ben presente anche a Varese, e i più colpiti dal virus causa dell’Aids a Varese sono i giovani tra i 20 e i 29 anni.
Lo dice la responsabile del dipartimento di igiene pubblica e prevenzione dell’Asl di Varese,, che sottolinea come «la cosa più importante sia, sempre, la prevenzione. È l’unica cura definitiva per questa malattia».
In tutta la provincia di Varese i contagiati dall’Hiv, tra sieropositivi e malati, sono 2.350. «Sono solo lo 0,26% degli assistiti, ma assorbono il 2,4% della spesa dell’Asl» spiega Sambo.
«Perché le cure per i malati ci sono: chi è sieropositivo, se curato adeguatamente e se la diagnosi è fatta per tempo, ha buone probabilità di non sviluppare la malattia, o di svilupparla molto più tardi. Ma i farmaci sono molto costosi, e comunque non possono garantire la stessa qualità della vita di una persona non infetta».
I casi di contagio registrati negli ultimi anni danno un quadro preoccupante: nel 2010 erano 56, scesi a 37 nel 2011. Nel 2012 sono arrivati a 92, e tra il 1 gennaio e il 31 agosto 2013 sono già 47. «I numeri sembrano indicare un aumento di contagi – spiega la dottoressa Sambo – ma in realtà l’aumento è dovuto anche alla sensibilizzazione: ricordare che l’Hiv esiste ancora ed è ancora un virus molto pericoloso, spinge più persone a fare il test. Così aumenta la probabilità di scoprire contagiati, ma anche la loro possibilità di essere curati».
Nel 2012 sono stati i giovani maschi ad essere più colpiti: sono state circa 700 le persone che si sono rivolta allo sportello di counseling per le malattie a trasmissione sessuale al padiglione Biffi di via Rossi a Varese, e tra queste 92 sono risultate sieropositive a vari stadi. Settanta di loro erano maschi, tra cui undici tra i 20 e i 29 anni.
Delle ventidue donne scoperte sieropositive, invece, tre erano tra i 20 e i 29 anni, ma una addirittura minore di 19 anni. «Il numero verde dello sportello è 800/01.20.80 – dice Sambo – ed è disponibile anche solo per sciogliere piccoli dubbi telefonicamente. Tutto, esame del sangue compreso, è rigorosamente anonimo».
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