Roma, 23 mag. (TMNews) – Le donne sono il pilastro del welfare, reggendo il carico maggiore nella rete d’aiuto familiare fondamentale per l’economia e la società. Ma sono sempre più sovraccariche di impegni e questo sistema è ormai in crisi strutturale, con il rischio di sgretolarsi. È l’allarme lanciato dall’Istat nel rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2010, secondo cui “la situazione delle donne, che stanno reggendo l’assistenza del paese, è gravissima. Questo sistema è in crisi strutturale: le donne non reggono più e non può essere più questo il modello che sostiene il welfare italiano”.
Le donne, spiega l’istituto di statistica, “continuano a essere il pilastro della rete d’aiuto informale e dell’assistenza e cura, svolgendo in un anno 2,1 miliardi di ore d’aiuto a componenti di altre famiglie, pari ai due terzi del totale erogato”. Tuttavia, “le tendenze demografiche e i cambiamenti nel rapporto delle donne con il mercato del lavoro sono state alla base di difficoltà crescenti della rete informale di aiuti. La rete di parentela è sempre più stretta e lunga. Ogni potenziale ‘care giver’ (persona di oltre 14 anni che dà aiuto gratuito a persone non coabitanti) – sottolinea il rapporto – ha meno persone con cui condividere l’aiuto nella rete di parentela, meno tempo da dedicare agli aiuti e un maggior numero di individui bisognosi di aiuti per un periodo di tempo più lungo”.
“La catena di solidarietà femminile tra madri e figlie – conclude l’Istat – su cui si è fondata la rete d’aiuto informale rischia di spezzarsi. Le donne occupate con figli sono sovraccariche per il lavoro di cura all’interno della famiglia e le nonne sono sempre più schiacciate tra cura dei nipoti, dei genitori anziani non autosufficienti e dei figli adulti”.
Glv
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