Basket, Varese non ce la fa Eppure ha voglia di festeggiare

Basket, Varese non ce la fa Eppure ha voglia di festeggiare

VARESE E’ finita “tutti in piedi, tutti in piedi”, un popolo ad applaudire degli eroi vestiti in biancorosso. E’ finita come una festa collettiva, e se in quel momento fosse atterrato un extraterrestre avrebbe preso tutti per matti: ma come, questi hanno perso e son tutti contenti? E’ finita con gente che si salutava negli spogliatoi, atmosfera condita da un filo di tristezza: ultimo giorno di scuola alla fine delle superiori, e sai già che non rivedrai più tanti compagni. E’ finita con un po’ di rammarico, una mezza incazzatura, ma la voglia di non permettere a questa sconfitta di rovinare una stagione meravigliosa. E’ finita con tanta voglia di guardare avanti e, finalmente, la possibilità di farlo grazie a una società che ha iniziato tre mesi fa a preparare

la stagione che verrà. E’ finita che ha vinto la squadra più forte, quella che ha legittimato con una serie playoff impeccabile una stagione da dominatrice (la prima del campionato dei normali, dopo Siena) e che ora ha tutte le carte in regola per volare verso una meritatissima finale. E’ finita con Recalcati che ha ammesso sottovoce la sua voglia di tornare qui, a giocare altre partite, a inseguire altre vittorie, a immaginare finali diversi. Con la civiltà del pubblico di Varese: il palazzo non era pieno perché molti che avevano l’abbonamento omaggio hanno preferito stare a casa piuttosto che pagare. Ma quelli che sono venuti hanno dato una lezione di sportività, proprio come aveva chiesto alla vigilia Roberto Cimberio. E’ finita così. E’ finita che non è finita.Francesco Caielli

m.lualdi

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