BUSTO ARSIZIO «Cosa ti metti addosso?». Decolla il progetto Dress Care, una speranza per il futuro del tessile sull’asse Bari-Busto Arsizio. Consumo consapevole dell’abbigliamento, una sfida per ridare fiato all’industria italiana di qualità nella sua lotta quotidiana contro i prodotti scadenti e low cost in arrivo dall’Oriente.
Il sindaco di Busto Gigi Farioli ieri mattina era a Bari per il convegno inaugurale del progetto, finanziato con fondi del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri, insieme agli altri partner (le Province di Bari e Varese, le sezioni provinciali LILT di Bari e Varese, l’associazione NewTex Distretto Tessile Innovazione di Busto Arsizio, Confindustria Bari-BAT e il Distretto Moda Puglia). «Il progetto è partito e sta già riscuotendo un grande successo – fa notare Farioli, che nel tardo pomeriggio è rientrato nel suo ufficio – sono giunte numerose adesioni da altri istituti che vorrebbero aggregarsi, segno che il tema suscita interesse. È un altro mattoncino importante, e molto concreto, nella battaglia culturale in difesa della nostra produzione tessile di qualità».
Il progetto educativo Dress Care vuole educare i ragazzi delle scuole secondarie delle province di Bari e Varese al consumo consapevole dell’abbigliamento, sensibilizzandoli sui temi della salute e dell’ambiente. Da febbraio a settembre 2013, in una ventina di scuole delle due province si susseguiranno esperienze di formazione in
aula, laboratori di educazione al consumo e all’acquisto consapevole, scambi virtuali tra studenti di scuole diverse per discutere gli elaborati, visite guidate presso realtà locali dell’industria tessile e realizzazione di un prototipo di etichettatura intelligente concepita a vantaggio dell’ambiente, della salute e della tutela etica dei lavoratori tessili.Andrea Aliverti
f.artina
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