Le campane suonano a festa Addio a Dante, come voleva lui

Le campane suonano a festa
Addio a Dante, come voleva lui

Le campane suonano a festa per l’addio a Dante Trombetta.

L’imprenditore varesino l’aveva chiesto all’amico sacerdote don Leonardo Bianchi che questa mattina – 3 dicembre –, con altri 8 sacerdoti ne ha celebrato il funerale. «La vita è un cammino verso la casa del Padre – aveva detto Trombetta – E quando si arriva a casa si fa festa».

A salutarlo per l’ultima sono arrivati centinaia di varesini delle diverse realtà nelle quali Dante, in vita, aveva impresso la propria orma: lo sport in primis, ma anche la sanità, il mondo dell’imprenditoria, la vita della chiesa.

Tante persone che con la loro sola presenza hanno dimostrato «il valore di quest’uomo» come ha sottolineato don Leonardo nell’omelia.

Un uomo giusto e devoto, entusiasta, generoso, carismatico: una figura d’altri tempi che a Varese ha dato tanto.

C’erano rappresentanti di oratori, ospedali, Polha, Panathlon, ma soprattutto era presente in forza tutta la Robur et Fides di ieri e di oggi, chi l’ha vista nascere chi ci ha operato insieme alle nuove leve. A nome di tutti loro l’attuale presidente Carlo Nicora, ha manifestato la riconoscenza per tutto quello che ha saputo donare: «La Robur è diventata una grande famiglia, nella quale tutti lavorano per portare avanti quei grandi ideali che chi ci ha preceduto ci ha trasmesso.

Dante Trombetta ci ha lasciato una grande responsabilità, un dovere morale: trasmettere quello che abbiamo imparato. Dante i suoi amici ci accompagneranno e sproneranno, come faceva lui coi ragazzi durante le partite».Per chi ci ha riunito «così numerosi la vita è stata un pezzettino di tempo per insegnarci ad amare. Grazie da tutti noi roburini». Ora Dante risposa nel cimitero di Giubiano.

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