Gli impianti sportivi vanno ko A Varese patrimonio a rischio

VARESE Strutture sportive varesine al capolinea, ma non ci sono né soldi, né possibilità di ristrutturazioni straordinarie. Una vera e propria emergenza che spinge l’opposizione in Comune a chiedere chiarimenti, fornisce argomenti di campagna elettorale ed esaspera a tal punto i privati che qualcuno, come Guido Borghi, presidente della Società varesina incremento corse cavalli che ha in gestione l’ippodromo, ha deciso di smettere di pagare il canone d’uso al Comune, generando un buco di bilancio nelle casse di Palazzo Estense pari a circa 60 mila euro. Cifra con cui l’amministrazione potrebbe ad esempio terminare la bonifica dell’amianto del nido di Bizzozero e quella della scuola media Dante.Stadio, palaghiaccio, ippodromo, piscina comunale: tutti impianti che hanno quasi un secolo di storia e che ormai fanno acqua da tutte le parti. E non è un modo di dire visti i problemi riscontrati da tempo nelle coperture di palaghiaccio e piscina comunale, mentre le infiltrazioni che disturbano le attività delle Bettole sono relativamente recenti e generate, pare, da lavori di manutenzione non eseguiti correttamente durante i Mondiali di ciclismo del 2008.Altri problemi da non sottovalutare riguardano poi l’adeguamento delle strutture alle nuove leggi in termini di sicurezza, risparmio energetico e accessibilità per i disabili. Ristrutturazioni tanto

importanti da risultare a volte antieconomiche. Emblematico il caso della piscina di via Copelli: «La struttura è troppo vecchia e dovrà essere gradualmente dismessa», spiega il vicesindaco Carlo Baroni. «Meglio costruirne una tutta nuova e in zona Schiranna magari, ma per ora questa è solo un’ipotesi».Posto che in mancanza del Piano di governo del territorio, che non arriverà prima di un anno, la Regione ha di fatto bloccato ogni possibilità di intervenire con nuove edificazioni o ampliamenti di ogni immobile in città, ci sono almeno due strutture sportive che il Comune intende recuperare: lo stadio e il palaghiaccio.Ma a questo scopo non ha stanziato neppure un euro. Per quanto riguarda la struttura di via Albani infatti spera di trovare un privato disposto ad investire qualche milione per ampliare la piscina e sistemare la zona ghiaccio offrendo in cambio la gestione trentennale della struttura. «Abbiamo preparato il bando per questo progetto di finanza e aspettiamo il momento giusto per pubblicarlo» spiega Baroni che invece sullo stadio usa parole sibilline: «Speriamo che il Varese 1910 possa salire in serie A, e se succederà penseremo a come fare per rendere lo stadio all’altezza del compito». Per ora però la sistemazione dello stadio non è a bilancio.

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s.bartolini

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