GAVIRATE Tra accuse velate di voler boicottare il referendum sul destino del prato di Armino e la risposta del sindaco documenti alla mano, è ricominciata a Gavirate la polemica tra comitato referendario e amministrazione comunale. «Il 28 novembre 2011 – denuncia in un comunicato il comitato referendario, costituito da consiglieri comunali di minoranza a da aderenti al comitato pro parco – abbiamo depositato in Comune 1.400 firme
di cittadini per poter indire il referendum per il parco di Armino». Il regolamento comunale prevede che entro quindici giorni si debba riunire l’apposita commissione, formata da un giudice di pace, da un magistrato e dal segretario comunale, per verificare ed approvare il quesito referendario. «Ad oggi – afferma il comitato – non si hanno notizie riguardo la composizione e la data di convocazione della commissione».
La responsabilità, secondo i referendari, sarebbe del sindaco Felice Paronelli e del Comune. «Siamo in presenza di una violazione del regolamento e dell’ennesima presa in giro di 1.400 cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa; cosa sta aspettando il sindaco, che si avveri la profezia dei Maya?» ironizza il comitato, il quale sottolinea «la superficialità e la scarsa considerazione della volontà popolare da parte dell’amministrazione Paronelli». Documenti e date alla mano, arriva la replica del primo cittadino. «Non è vero che il Comune ha perso tempo – dichiara Paronelli – ci siamo anzi attivati sin dal primo giorno, come dimostrano le lettere inviate; tutti i termini sono stati rispettati».
Il problema riguarda la nomina del giudice di pace, dal momento che quello in forza a Gavirate ha chiesto di essere esonerato. «Il 9 gennaio il presidente del tribunale di Varese ha scritto al Comune una risposta nella quale si dice che il giudice di pace di Gavirate deve fare parte della commissione – precisa Paronelli – attendiamo una risposta dall’interessato anche via fax,
proprio per non perdere tempo; non posso certo convocare la commissione senza che ci siano tutti i componenti previsti». Nessuna volontà di ostacolare il referendum. «Ribadisco che accetterò il risultato anche se è solo consultivo» conclude il sindaco. Non è convinta invece l’opposizione: «Il Comune è inadempiente, i tempi sono scaduti; ci rivolgeremo alle sede legali opportune» dice Silvana Alberio, coordinatrice del comitato.
b.melazzini
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