Cortisonici non vuole morire E sul web si fa il “non funerale”

Cortisonici non vuole morire
E sul web si fa il “non funerale”

Cortisonici non vuole morire. E non morirà mai, una soluzione si troverà, magari con l’aiuto degli amici coreani, come il festival di Seoul con cui da qualche anno c’è una stretta collaborazione.

È questo il senso del filmato “Cortisonici will never die”, breve video girato nel fine settimana dal nucleo storico degli organizzatori del festival dei corti. Il video inizia con un funerale: il tema è “la non-morte, la rinascita”. In scia alle polemiche che hanno scosso il mondo della cultura varesina dopo l’annuncio che l’edizione 2014 del festival non avrà luogo, il regista Mauro Colombo e lo staff dei Cortisonici hanno girato tre minuti di filmato, già diventato virale nel web, dove un gruppo di persone vestite di nero, con tanto di occhiali da sole e facce composte in un dolore dignitoso, salgono un sentieri in mezzo ai boschi, seguendo un prete che tiene alta sopra la testa, quasi fosse la statua di un santo patrono, una «pizza» come quelle in cui venivano conservate le pellicole per la proiezione, ornata della scritta «Cortisonici».

Arrivati al luogo della «sepoltura», mentre già la fossa è pronta ad accogliere il festival, spuntano due personaggi eterei, che prendono la pizza e la portano verso altre avventure. Incontreranno una geisha e un samurai, e infine la «pizza cortisonica» risorgerà nel sole.

Perché il progetto Cortisonici non morirà definitivamente, ma si ripresenterà sotto altre forme: «Settimana prossima al festival Sottodiciotto di Torino, il più importante d’Italia per il cinema educativo e scolastico, c’è in concorso un corto realizzato dall’accoppiata Cortisonici Ragazzi/Unicef Varese – scrivono gli organizzatori – Settimana scorsa alla 25esima edizione dell’Istanbul Short Film Festival c’era in concorso “Una volta fuori”, prodotto da Cortisonici LAB». Dalle Alpi alla Moschea Blu, insomma. «Sarebbe bello metter da parte polemiche e pensare a quel festival cinematografico che la città di Varese si merita. Serve approfondire? Approfondiamo. Serve fare commissioni? Commissioniamo. Serve compilare il formulario? Formuliamo. Serve fare tavoli? Intavoliamo. Intanto è arrivato un pacco dalla scuola di cinema di Madrid. Hanno mandato i corti senza che lo chiedessimo e senza un bando pubblicato. Facciamo partire il lettore e buona visione… qualche parte nel 2014 questi cortometraggi li proietteremo».

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