Via Marcobi, via Volta, via Marconi, un pezzo di via Cavour, ora corso Matteotti: incominciano ad essere tanti i pezzi di città che stanno cambiando volto sotto i colpi pulenti di Salvatore Russo e la sua valente squadra.
“Salva città”, l’iniziativa messa in piedi dal varesino che aveva perso il lavoro ed era stato costretto a trasferire armi e bagagli nel dormitorio di via Maspero, sta riscuotendo il favore dei varesini, l’attenzione dell’amministrazione comunale ed un futuro che pare roseo.
Per Varese, che grazie a diventerà più bella e meno sporca, e per Salvatore stesso e i suoi uomini, che in questa missione civica stanno trovando una vera occupazione che consenta loro di ripartire sul sentiero della vita.
La squadra ha raccolto finora più di 500 firme di cittadini entusiasti dell’idea di cancellare gli obbrobri che riempiono i muri del centro, ma anche di “restaurare” le strutture pubbliche annerite da anni di smog.
Salvatore ha spirito e voglia di fare e ha ideato un volantino in cui è Varese stessa a prendere la parola: «Pulitemi – dice il ciclostilato – in modo tale che io possa recuperare bellezza e decoro». Questi volantini verranno distribuiti anche sabato prossimo in piazza del Podestà, dove sarà sistemato un gazebo: lì, Salvatore e compagni incontreranno chi avrà voglia di ottenere qualche informazione ulteriore sui loro progetti.
«La gente deve capire cosa stiamo facendo – afferma Russo – e vederci all’opera: solo così osserverà con i propri occhi la città cambiare e deciderà di darci una mano. Molti lo stanno già facendo». E in effetti non sono pochi quanti hanno dato un contributo all’uomo che sta tentando di mettere in piedi una vera e propria impresa a servizio dei beni pubblici e di quelli privati.
Nel suo mirino ora c’è anche la via per eccellenza del “salotto buono” di Varese: corso Matteotti. Il colonnato dei celebri portici è da anni deturpato dalle scritte, ci sono delle crepe, c’è dello sporco che si è depositato nel tempo.
Salvatore vorrebbe fare più interventi: lavare, pulire e rimbiancare. Ed in questo senso ha ottenuto l’appoggio del Comune, con gli amministratori catturati dal suo entusiasmo: «Ci hanno prima fornito un magazzino per gli attrezzi, poi stanziato alcuni fondi per rimborsarci di quanto speso per i materiali – continua – Ora ho ricevuto la promessa dell’assessore Clerici di un ulteriore aiuto che ci permetta di dare una vera sistemata al corso pedonale».
Quel che manca ancora alla sua crociata contro il degrado è un posto che possa diventare la sede della cooperativa sociale che ha intenzione di creare e altri contributi che possano dare ulteriore linfa all’iniziativa.
Pubblici o privati che siano, li merita tutti, perché non si è mai perso d’animo nelle difficoltà che ha incontrato.
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