Il Senatur ci crede"Ora il sindaco"

GALLARATE «Il prossimo sindaco sarà della Lega». L’aveva detto Umberto Bossi, settimana scorsa, alla festa padana. Visti i risultati delle europee, questa prospettiva non è affatto da escludere.

Sì, perché se un vincitore le urne gallaratesi lo hanno decretato, questo è il Carroccio. Una Lega che in città, dove siede all’opposizione, ottiene percentuali analoghe a quelle varesine e bustocche, dove invece ha libero accesso alla stanza dei bottoni. Guardando ai numeri, dei 24.666 gallaratesi che, tra sabato e domenica, sono andati a votare, ben 5.903 hanno scelto l’Alberto da Giussano, portando i padani al 23,9 per cento. Ora, alle politiche dello scorso anno, quando i votanti furono 30.728, la Lega ottenne 7.005 preferenze, raggiungendo il 22,8 per cento. Come a dire che, in proporzione, ci siamo.

Ma diventa ancora più interessante, per i padani, il confronto con le amministrative di tre anni fa. Perché allora i votanti furono 24.170, ovvero 494 in meno rispetto allo scorso fine settimana. Mentre nel 2006 il Carroccio ottenne 2.361 voti, ovvero il 9,8 per cento. Ma se guardare alle amministrative farà sorridere i leghisti, certamente in casa Pdl la reazione sarà diversa. Sì, il Popolo delle libertà alle europee ha ottenuto meno voti di quanti ne ottenne, è vero trainata dal candidato sindaco Nicola Mucci,

la sola Forza Italia tre anni fa.Alle amministrative 2006, gli allora azzurri portarono a casa 9.573 voti, il famoso 39,6 per cento. A questi, vanno aggiunti i 1.911 di An e i 1.144 della Dc-Nuovo Psi, per un totale di 12.628. Una prima flessione si era vista alle politiche dello scorso anno, quando i voti furono 11.097, ma nello scorso fine settimana un quarto delle preferenze  è “scomparso”, visto che le croci sul simbolo del Pdl sono state solo, si fa per dire, 8.858.

E se a destra si piange, certo a sinistra non si ride, tutt’altro. Solo 4.541 i voti per il Partito democratico, che ne aveva ottenuti 7.569 alle politiche 2008. Il dato è però in linea con le ultime amministrative, quando Democratici di sinistra e Margherita raggiunsero quota 4.580.

Il vero “botto”, alle europee, lo ha fatto l’Italia dei Valori che, senza alcun rappresentante in città, è salita dai 1.351 voti del 2008 ai 1.717 delle europee 2009. Tiene botta l’Udc, cresce – in contro tendenza rispetto al dato nazionale, dove si scontano le divisioni interne – la sinistra radicale. Tutta la galassia “rossa”, nel 2008, ottenne 802 voti, diventati 1.118 quest’anno. Il guaio, però, è che vanno divisi tra i 662 di Prc e Pdci e i 456 di Sinistra e libertà.

s.bartolini

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