Città del Vaticano, 4 feb. (Apcom) – Il vescovo Williamson, che
ha negato l’esistenza delle camere a gas, “per una ammissione a
funzioni episcopali nella Chiesa dovrà anche prendere in modo
assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue
posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre
nel momento della remissione della scomunica”. Lo afferma in una
dichiarazione la segreteria di Stato vaticano, a seguito delle
“reazioni suscitate dal recente decreto della Congregazione per i
Vescovi, con cui si rimette la scomunica ai quattro vescovi della
Fraternità San Pio X, e in relazione alle dichiarazioni
negazioniste o riduzioniste della Shoah da parte del Vescovo
Williamson”.
“Le posizioni di Williamson sulla Shoah sono assolutamente
inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli
stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso – prosegue la nota
vaticana – quando, riferendosi a quell’efferato genocidio, ha
ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri
Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la
memoria di quel terribile genocidio deve indurre ‘l’umanità a
riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista
il cuore dell’uomo’, aggiungendo che la Shoah resta ‘per tutti
monito contro l’oblio, contro la negazione o il riduzionismo,
perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza
contro tutti”.
Ssa
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