Basket, Kangur contro la sua Siena «Penso a Varese, non vinco da solo»

Basket, Kangur contro la sua Siena «Penso a Varese, non vinco da solo»

VARESE Vigilia particolare di una partita speciale: davanti ci sono i campioni d’Italia, sul tavolo c’è la possibilità di sconfiggerli e continuare a correre verso i playoff. Roba tosta. I tifosi che ci credono, una squadra in salute, un ambiente carico: ecco gli ingredienti per un’altra serata tutta varesina. Recalcati (il maestro) contro Pianigiani (l’allievo). La squadra più forte di tutte contro quella che vuole diventare grande. La società maestra in Europa contro chi sta crescendo sulle ali di una novità chiamata consorzio. Varese contro Siena.

E allora è bello sedersi, dopo l’allenamento, per chiacchierare un po’ con Kristjan Kangur: già sotto contratto con Siena, che ha puntato su di lui per costruire il dopo Stonerook, e parcheggiato a Varese in prestito, ha la voglia matta di far bella figura contro quella che sarà la sua futura squadra. «Sì – ammette – però a me interessa solo il presente: il futuro arriverà per i fatti suoi, e succederà quello che deve succedere. Fa piacere che loro mi abbiano notato e abbiano voluto credere in me, ma la realtà è che io oggi indosso la maglia di Varese e che Siena è un avversario da battere. Nessuna emozione particolare, nessuna voglia di mettermi in mostra: sarebbe imperdonabile pensare a questa come alla “mia” partita. Se vogliamo vincere, deve giocare bene tutta la squadra: non solo Kangur».

Abbastanza chiaro, per l’estone che grazie a Varese nel suo Paese è diventato una stella. In questi giorni in città c’è Ivar Jurtshenko, giornalista del sito www.delfi.ee, venuto per seguire il campione per cui l’Estonia sta impazzendo. «Del resto – continua Kangur – ormai ci conosciamo, e sappiamo cosa dobbiamo fare per vincere. Se giocano solo tre o quattro di noi, perdiamo. Se invece giochiamo tutti quanti, come è successo con Bologna, allora possiamo battere davvero chiunque».

Tutto vero. Durante la chiacchierata passa Diawara che picchia un “cinque” a Kangur e poi finge di farsi male: acciaccato e dolorante dopo la botta presa contro Bologna, oggi ci sarà. «Guardo la classifica – dice l’estone – e mi viene rabbia: due vittorie in più e saremmo secondi. Abbiamo perso partite incredibili, dalle trasferte di Pesaro e Teramo fino all’ultima in casa con Roma: maledizione».

Poi però la rabbia diventa positiva, e gli occhi di Kangur guardano avanti: «Sono quasi sicuro che questa squadra farà i playoff: non sarà facile, dovremo lottare, ma c’è grande fiducia. Abbiamo sistemato alcune cose che non andavano, le ultime due vittorie in trasferta ci hanno sbloccati e ora siamo molto più tranquilli anche quando giochiamo lontano da Masnago. Chissà: forse quel mio tiro sulla sirena a Casale che ci ha portato ai supplementari ha davvero cambiato qualcosa. Magari, a fine stagione, ce ne ricorderemo».

Magari. Intanto nella testa di Kangur ci deve essere soltanto il volto di David Andersen: il fenomeno di Siena che stasera dovrà marcare. Gli chiediamo se sarà un duro lavoro, il suo, e lui risponde: «Sarà un duro lavoro per tutta la squadra». Ha capito tutto, il Kangùr (i tifosi di Varese lo chiamano così). Dieci giocatori e un palazzetto: dovranno essere una cosa sola, per fare festa anche stasera e per levarsi la soddisfazione di battere quelli che non perdono (quasi) mai.

Francesco Caielli

s.affolti

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