Roma, 26 mag. (TMNews) – “Ministeri al Nord dopo i ballotaggi”.
Il titolo in prima pagina del quotidiano ‘La Padania’, organo
ufficiale del partito di Umberto Bossi è la conferma, semmai ce
ne fosse stato bisogno, che la questione del trasferimento sopra
il Po di alcune sedi di dicastero per il Carroccio è tutt’altro
che “un caso chiuso” e comunque circoscritto “al trasferimento di alcuni Uffici di Dipartimenti della Presidenza del Consiglio”, come ha tentato di derubricare lo scontro fra Carroccio e Pdl il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella lunga puntata di ‘Porta a Porta’ , con lui ospite unico.
Linea su cui la Lega va avanti ed è Roberto Calderoli a mandare “l’ultimo avviso ai naviganti” per annunciare che senza ministeri al Nord sono le tasse a rischiare: “No representation? No taxation”.
Insomma il Carroccio, come spiega oggi la Padania, “non molla la presa. La partita sarà dura. Ma verrà riaperta solo dopo la chiusura delle urne per i ballotaggi”. A dispetto della “lobby trasversale dei ‘romanisti'” ed in attesa che sia lo stesso Berlusconi a presentare “la soluzione di compromesso a cui lavora”. Lobby o non lobby che il ‘no’ al
trasferimento dei ministeri al Nord, contro il quale il sindaco di Roma Pdl Gianni Alemanno ha già ottenuto un voto del Campidoglio ed ora è determinato ad ottenere altra esplicita pronuncia dal Parlamento nazionale, sia trasversale tornano a dimostrarlo la Governatrice di centrodestra del Lazio Renata Polverini e il Presidente Pd della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
“Le sedi di rappresentanza di ministeri nelle Regioni di cui al
massimo parla il Presidente Berlusconi – ha detto Polverini,
intervistata dal ‘Messagero’di fatto ci sono già. Io come
Governatore ho ricevuto dagli elettori del Lazio un milione e
mezzo di voti: dirò un milione e mezzo di no, invece, al
trasferimento di sedi di ministeri da Roma. Il Consiglio
Regionale – preannuncia- farà come il Consiglio comunale:dirà no
a qualsivoglia trasferimento. E poi voglio vedere cosa faranno i
parlamentari eletti nel Lazio: possiamo ariivare a chiedere un
voto delle Camere”.
“Nella contrarietà allo spostamento dei ministeri da Roma – si
associa ad Alemanno e Polverini il presidente della Provincia di
Roma di centrosinistra Zingaretti, allo stesso quotidiano romano-non c’è nulla di campanilistico. Quelle della Lega sono
chiacchere in libertà, solo il segno del fallimento di Bossi.
Siamo davanti a un intendimento del tutto folle che provoca un
aumento sicuro della spesa pubblica e che comunque non è
praticabile se non trascorsi decenni…”.
Tor
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