BUSTO ARSIZIO Si giocherà al «Carlo Speroni» la partita di ritorno dei playoff fra la Pro Patria ed il Padova. Questa è la notizia. O meglio, la non notizia perché che si dovesse giocare la finale a Busto era marchiato a fuoco nonostante il tentativo (a vuoto) della società Padova Calcio di pretendere il campo neutro per consentire alla propria tifoseria di essere presente in massa.La riunione in Prefettura indetta dal prefetto Simonetta Vaccari con i responsabili dell’ordine pubblico provinciale e con la presenza dell’assessore Alberto Armiraglio per il Comune di Busto Arsizio, ha confermato che la gara si giocherà allo Speroni spazzando via dubbi e paure che avevano allarmato
la tifoseria tigrotta, ma anche le stesse istituzioni bustocche. L’esito del summit ha ribadito che le regole vanno rispettate. Al termine, il prefetto Vaccari ha sottolineato «l’agibilità dello stadio Speroni secondo la Lega Pro» e quindi «non esiste alcun motivo perché la partita debba essere disputata altrove». Il settore ospiti prevede una capienza di seicento posti e tali rimarranno per i tifosi patavini. Comunque, la prossima settimana verrà emessa un’ordinanza che entrerà nello specifico per lo svolgimento della gara e la vendita dei biglietti. Probabile che i botteghini domenica 21 giugno rimangano chiusi anche in virtù di una massiccia prevendita come già avvenuto per la gara di ritorno con la Reggiana.
«Mi aspetto un comportamento civile da parte delle tifoserie e delle società – ha voluto rimarcare la massima autorità dello Stato in provincia di Varese – perché la partita si svolga nel rispetto dei valori sportivi». Soddisfatto del summit l’assessore nonché amministratore unico (in attesa del passaggio delle consegne ufficiali alla famiglia Tesoro) della società Aurora Pro Patria 1919, Armiraglio: «Ho trovato grande determinazione nel volere che si giochi la partita a Busto. Non avevamo mai avuto dubbi, però è stato opportuno incontrarci anche per sviscerare i problemi che potrebbe riservare la gara sotto l’aspetto dell’ordine pubblico».
Giovanni Toia
s.bartolini
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