Pedemontana: i nervi sono tesi Si teme l’effetto Arcisate-Stabio

Pedemontana: i nervi sono tesi
Si teme l’effetto Arcisate-Stabio

«Il primo lotto della Pedemontana va assolutamente concluso, siamo ormai in dirittura d’arrivo: si tratta si lavori di rifinitura. La Pedemontana non deve diventare un’altra opera incompiuta, abbiamo già l’Arcisate – Stabio».

Queste le parole di , Cgil, che entra nel merito della nuova polemica che, negli ultimi giorni, si è abbattuta sulla conclusione dei lavori del primo lotto di Pedemontana.

 

«Sul secondo lotto siamo perfettamente consapevoli che i lavori non partiranno a breve né medio termine – continua Rossa – L’apertura dei cantieri è vincolata alla vendita di Serravalle. Ma sul primo lotto eravamo tranquilli, tanto che avevamo già avviato le procedure di dismissione. Ci auguriamo che quanto dichiarato dall’assessore martedì venga mantenuto e vada a buon fine».

Facciamo un passo indietro. La notizia di una possibile chiusura del cantiere è stata comunicata da Pedemontana lunedì in tarda serata. La questione è sempre la solita: mancano i soldi per procedere nella fase conclusiva. Poi, martedì, la comunicazione da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Maurizio Del Tenno, che ha annunciato la scongiurata “sciagura” prevista per il 9 aprile. Ora i soldi per proseguire dovrebbero esserci.

Inoltre, Del Tenno ha dichiarato che «il 10 aprile il Cipe si riunirà e approverà il piano finanziario dell’opera che prevede anche la defiscalizzazione. I tempi sono stretti, ma, grazie all’impegno di tutti, riusciremo a dare nuovo vigore a Pedemontana».

«Continuiamo a ricevere chiamate  da parte dei lavoratori – commenta , Uil – La preoccupazione sta crescendo e sono tutti allarmati. In realtà lo siamo anche noi sindacati: due anni fa ci siamo trovati tra capo e collo una situazione analoga. Basta giocare con la pelle degli altri». 

I sindacati chiedono che «soci, Pedemontana, controllati e controllori, governo e Regione trovino una soluzione definitiva per concludere l’infrastruttura». 

Il ministero delle Infrastrutture ha firmato il nulla osta per l’erogazione del contributo di 128 milioni di euro per i lavori già effettuati sul cantiere di Pedemontana. La liquidazione della quota di 128 milioni di euro da parte del ministero dovrebbe permettere alle banche di prorogare fino al 30 giugno il finanziamento ponte di 200 milioni. Questo si traduce nella conclusione della tratta A, dalle tangenziali di Como e Varese e dalla tratta B1 qualora.

«Manca ancora il finanziamento di 400 milioni di euro a favore di Pedemontana, finalizzato alla realizzazione della variante Expo», continua Massafra.

Infatti, il cda del gruppo autostradale lunedì ha anche comunicato che «le banche del pool hanno rifiutato di eseguire il finanziamento».

Ecco perché il Consiglio di Pedemontana, chiede «l’impegno di tutti i soci per finanziare il fabbisogno necessario per completare la variante Expo». L’appello a Governo, Regione e soci (Intesa Sanpaolo, Ubibanca e Milano Serravalle) è a «fare tutto quanto in loro potere per mantenere il posto di lavoro a tante famiglie e il completamento delle opere». 

Per ora, comunque, il rischio che 3.300 tra operai, tecnici e impiegati rimangano senza lavoro sembra ormai scongiurato.

La certezza si avrà solo il 10 di aprile, quando il Cipe si riunirà e approverà il piano finanziario dell’opera.

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