Deauville, 26 mag. (TMNews) – L’attualità irrompe nell’agenda dei ‘grandi’ che si riuniscono oggi e domani a Deauville: nel loro primo incontro dall’inizio della primavera araba i leader del G8 puntano a un sostegno finanziario consistente per i paesi nordafricani in transizione verso la democrazia (Egitto e Tunisia innanzi tutto), e cercheranno di trovare una delicata convergenza sul Medio Oriente e sulla successione alla guida del Fmi.
A poche ore dall’inizio del summit la cittadina balneare nel cuore della Normandia è blindata: 12mila agenti, fra polizia, gendarmeria ed esercito, vigilano su un quadrilatero di 35 chilometri per 15. Ci sono controlli discreti ogni duecento metri fin dall’uscita dell’autostrada Parigi-Caen: a Deauville, Trouville, Honfleur, gli artificieri esaminano fino all’ultimo momento persino le stalle e i maneggi, i gendarmi piantonano le ‘planches’, il celebre lungomare della costa normanna costruito su assi di legno e palafitte. Nelle vie cittadine si passa solo col permesso, o sei un residente o sei un giornalista, e l’effetto del luogo di villeggiatura così soleggiato e deserto è quasi proustiano.
I capi di Stato e di governo del G8 comunque avranno altro a cui
pensare. Ieri, infatti, la ministra dell’Economia
francese Christine Lagarde ha ufficializzato la sua candidatura
alla successione di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo
monetario internazionale (Fmi) e il G8 potrebbe essere
l’occasione giusta – nell’ottica europea – di strappare un
consenso a russi e americani sulla candidatura francese, per il
momento favorita; anche se da Washington è arrivata
un’apertura indiretta del segretario al Tesoro americano
Timothy Geithner alla candidatura del governatore della Banca
Centrale messicana Augustin Carstens.
L’agenda della prima giornata di lavori, che inizierà alle 13 con una colazione dedicata all’economia globale, sarà però dedicata soprattutto alla primavera araba e alla sicurezza nucleare. Su quest’ultimo argomento hanno molto insistito i russi, alla luce delle tragiche conseguenze del sisma-tsunami che ha colpito il Giappone l’11 marzo scorso. Come preannunciato dal Cremlino, il presidente Dmitri Medvedev “proporrà ai partner del G8 di adottare una nuova convenzione sulla sicurezza nucleare, in modo da trarre lezione dalla catastrofe nucleare di Fukushima”. In discussione c’è poi un rafforzamento del ruolo dell’Aiea (Agenzia internazionale dell’Energia Atomica) per una maggiore efficacia e tempestività dei suoi controlli.
Sulla primavera araba e la prospettiva di un “piano Marshall” per il Nord Africa e il Medio Oriente si è già detto molto. “Vogliamo avviare un partenariato di lunga durata fra i paesi del G8 e i paesi arabi che sostengono le aspirazioni democratiche della loro popolazione” ha anticipato l’Eliseo: “Deauville dev’essere il momento fondatore di questo partenariato” secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Prendendo come modello gli aiuti all’Europa dell’Est dopo il
crollo del muro di Berlino, il know-how della Banca europea per
la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) sarà applicato alla sponda
sud del Mediterraneo. Egitto e Tunisia – le cui stagioni
turistiche si preannunciano disastrose – hanno quantificato i
loro bisogni: da 10 a 12 miliardi di dollari per il Cairo fino a
metà 2012, mentre Tunisi chiede 25 miliardi di dollari per un
periodo di cinque anni.(segue)
Spr/Bac
Ape
© riproduzione riservata










