L’Open-Insubria fa il pieno E fa gola pure in Sicilia

L’Open-Insubria fa il pieno
E fa gola pure in Sicilia

Si sono presentati in novecento ieri mattina all’università dell’Insubria per l’Open Day, la giornata di presentazione dei corsi di laurea. Tra questi, anche un buon numero di studenti provenienti da fuori regione: qualche piemontese, orientatori e studenti dal Canton Ticino e perfino studenti siciliani.

«Ogni anno l’ottanta per cento dei maturati siciliani decide di andare a studiare fuori regione – spiega , presidentessa dell’associazione Aster, organizzatrice di Orienta Sicilia – Roma, Pisa, e il Politecnico di Torino o quello di Milano sono le mete più richieste, ma da tre anni l’Insubria partecipa ai nostri eventi riscuotendo sempre maggiore interesse, anche grazie alla specificità dei suoi corsi: spesso è prescelta da chi ha interessi molto precisi, in ambito sanitario e non solo».

Gli studenti sono stati accompagnati a visitare anche il collegio Cattaneo, in via Dunant, inaugurato meno di un anno fa.

«Il brand dell’università dell’Insubria si sta diffondendo – spiega, responsabile dell’orientamento per l’ateneo varesino – e stiamo iniziando a raccogliere i frutti degli sforzi che abbiamo fatto negli ultimi anni per farci conoscere anche fuori da Varese. Come la partecipazione ai saloni dell’orientamento organizzati da Aster in Sicilia e Sardegna,  dove abbiamo avuto un buon feedback».

Perché gli studenti varesini sono ormai un pubblico “acquisito” per l’Insubria: diventata l’ateneo di riferimento per il territorio, oggi l’università di Varese punta ad allargare l’utenza il più possibile. Per questo ieri mattina lo schieramento di forze da parte dell’ateneo era imponente: docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti già iscritti ai corsi di laurea hanno presentato l’offerta didattica e i servizi dell’Ateneo, attraverso le classiche lezioni, seminari, dimostrazioni, laboratori di informatica, la discussione di un caso clinico e perfino la simulazione di un processo giudiziario basato su un case history, in cui professori e studenti già iscritti hanno inscenato un esempio di quale applicazione pratica potranno avere gli studi di giurisprudenza.

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