stravince alle primarie della Lega Nord. L’ex presidente della Provincia di Varese, che oggi guida l’ente come commissario straordinario, è il più votato dai militanti del Carroccio: su 430 votanti, Galli ha ottenuto infatti il supporto del 61% del totale, circa 260 voti.
A seguire il più votato è stato il sindaco di Cadrezzate , ex segretario provinciale bossiano, con il 26%, circa 110 voti. Il terzo posto al coordinatore provinciale dei Giovani Padani , con il 9%, una quarantina di voti. Infine, ultimo proprio l’europarlamentare uscente , con il 4%, una ventina di voti.
Galli è risultato primo in tutte le circoscrizioni territoriali della provincia, fatta eccezione per la numero quattro, quella che va da Sesto Calende a Vergiate, passando per Ispra e Cadrezzate. Dove Canton ha ottenuto circa cinque voti più di lui. Galli invece vince con un dato ancora più alto nella prima circoscrizione, Varese e Valceresio: 49 voti contro gli otto di Canton, i quattro di Martegani, il voto singolo per Speroni e due schede bianche.
Il dato politico appare chiaro e, anche se ormai la Lega ha superato la fase dei dissidi interni, il voto mostra l’orientamento delle aree politiche interne al partito. L’area maroniano-salviniana, nonostante alcune divisioni interne, si è compattata su Galli, che ha avuto oltre il 50% delle preferenze.
Una parte di quest’area, quella dei Giovani Padani, ha corso per proprio conto, portando nella sfida il referente provinciale.
L’area invece della prima Lega, quella bossiana, ha puntato nettamente su Canton. E, sebbene fosse candidato a sua volta, appare evidente come lo stesso Speroni probabilmente abbia inteso appoggiare Canton, vista la percentuale bassa ottenuta. I loro due risultati si sommano al 30%, esattamente il perso che i bossiani hanno avuto negli ultimi anni in provincia di Varese. Anche se il dato più evidente è l’astensionismo: hanno votato meno della metà degli aventi diritto, ovvero dei soci ordinari militanti, che sono poco più di novecento a livello provinciale. Secondo alcuni, la scelta dell’orario non è stata tra le più felici: la chiusura delle urne alle 16 sarebbe stata da posticipare di qualche ora. Ma tant’è.
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