Elezioni/ Berlusconi attacca: blocco mediatico micidiale

Roma, 25 mag. (TMNews) – Per votare Giuliano Pisapia o Luigi De Magistris, candidati del centrosinistra a sindaci a Milano e Napoli, bisogna essere “senza cervello”. Il premier Silvio Berlusconi, ospite di Bruno Vespa a ‘Porta a Porta’, alza ulteriormente i toni della campagna elettorale, attaccando i candidati avversari ma anche i loro sostenitori.

A De Magistris il premier concede solo di essere “un bell’uomo, magari piace alle donne”, ma per il resto “è un demagogo, disistimato da tutti i suoi colleghi” che metterà “le manette sulla città”. A Pisapia non concede neanche l’onore estetico: “Non ha mai amministrato nemmeno un’edicola di giornali”, e in Parlamento “ha presentato solo leggi a tutela degli eversori, dei terroristi, per l’eutanasia”. Insomma “è difficile che vincano a meno che milanesi e napoletani non vadano a votare lasciando a casa il cervello”. Ed in particolare, “Napoli è stata sfigurata dalla sinistra” per cui “non credo ci sia una persona con la testa sulle spalle che possa votare De Magistris. Se torna a casa e si guarda allo specchio deve dirsi ‘sono un uomo o una donna senza cervello’…”.

Sistemati i candidati avversari ai ballottaggi, Berlusconi si difende dalle analisi dei giornalisti in studio, che gli ricordano il crollo del Pdl e quello delle sue preferenze. Il partito certo non ha avuto un risultato “soddisfacente”, ma il Pd ha fatto anche peggio. Quanto alle sue preferenze, la scheda di Milano “era un

lenzuolo” in cui era difficile perfino trovare il simbolo del Pdl. Insomma, il premier è convinto di non aver perso il suo ‘tocco magico’ alle elezioni, “non sono un Re Mida alla rovescia”. Anzi: “Ho sentito più affetto che nelle altre campagne elettorali, quando mi sposto blocco le strade perchè tutti vogliono salutarmi”.

Il risultato negativo semmai è da imputarsi a quel “blocco mediatico micidiale” di cui il premier denuncia l’esistenza, e anche la Moratti è stata penalizzata “dalla disinformazione”. Non certo dal fatto di essere un candidato debole, come pure avrebbe detto durante l’ufficio di presidenza del Pdl. Anche se si lascia scappare che il sistema delle amministrative “è particolarissimo e influisce anche la personalità del candidato e quella dell’avversario”.

Ma alla fine anche Berlusconi è costretto ad ammettere un calo, tuttavia molto limitato rispetto agli altri governi in carica durante la crisi. Che poi non è detto ci sia: “Durante le vacanze è difficile trovare posto in treno o in aereo, spendiamo 10 miliardi in cosmetici… Certo – spiega durante la registrazione di Porta a Porta – cresciamo un po’ meno degli altri, ma dipende dagli handicap che ci portiamo dietro dal passato” da quando negli anni ’70 “arrivarono i comunisti al governo”.

Rea/GalAqu

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