«È in carcere ma io lo conosco Assurdo accusarlo di terrorismo»

«È in carcere ma io lo conosco
Assurdo accusarlo di terrorismo»

«Bernardelli è uno di noi. Assurdo che uno come lui possa finire in carcere per terrorismo». Parola del varesino , che conosce bene , uno dei due lombardi finiti in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui nuovi “serenissimi”.

«È il “nostro” prigioniero» così ieri insieme a tanti “insubri” presenti alla manifestazione di Verona contro gli arresti ha esposto lo striscione “Bernardelli libero”.

«Lo conosco benissimo – racconta Max Ferrari – ora fa parte di Indipendenza Lombarda ma è uno di noi. Come me era uscito dalla Lega anni fa e ci eravamo ritrovati insieme nel movimento Lombardia Autonoma, poi io sono rientrato mentre lui è rimasto fuori. Ma la pensiamo allo stesso modo, soprattutto sulla questione dell’indipendenza».

Ecco perché sono in tanti gli indipendentisti varesini, dentro e fuori la Lega, che potrebbero essere tranquillamente al posto di Bernardelli, in galera pur non avendo fatto niente.

«Qui siamo all’arresto preventivo, in questo caso ancora più paradossale e incredibile rispetto ai veneti – racconta il giornalista de “La Padania” – dalle intercettazioni salta fuori che parla con un altro degli arrestati, , bresciano, 73 anni, un personaggio pittoresco. A Bernardelli raccontava della sua idea di salire sul torrione di Brescia, spaccando il lucchetto, per poter tirar giù uno striscione che inneggiava all’indipendenza della Lombardia».

«Nella conversazione si parlava di un trattore blindato, chiaramente disarmato, e Bernardelli rideva raccomandandogli di non fare stupidaggini per non finire come i generali golpisti del film con Tognazzi che finirono tutti in galera. Tanto è bastato ai magistrati per mettere in carcere una persona che di violento o di pericoloso non ha proprio nulla».

Secondo l’ordinanza, Bernardelli, imprenditore, avrebbe finanziato i presunti “terroristi”: «In realtà, autonomisti impegnati in azioni di propaganda incruenta e in azioni dimostrative – per Ferrari – non ha preso parte nemmeno ad una riunione ed è in galera. Ma allora lo potrebbe essere chiunque di noi che lotta per l’indipendenza e l’autonomia».

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