Ecco la geografia dei redditi della provincia di Varese: Veddasca è il paese dei pensionati, Luvinate quello degli autonomi, a Crosio della Valle regna il ceto medio, a Masciago Primo gli imprenditori, Lavena Ponte Tresa è la patria della rendita immobiliare e a Vizzola Ticino sono quasi tutti lavoratori dipendenti.
La base di dati del ministero dell’Economia e delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi, riferiti all’anno 2012, dei contribuenti della provincia di Varese, offre diversi spunti di lettura e di analisi, al di là della semplice classifica dei “Comuni-paperoni”, che vede Luvinate come “reginetta” con un reddito medio annuo netto pro capite di poco superiore ai 23mila euro.
Ma il grosso dell’Irpef raccolta in provincia di Varese è ovviamente nelle grandi città: Varese batte nettamente Busto, rastrellando 322 milioni di euro di imposta netta, contro i 282 milioni di Busto e i 183 milioni di Gallarate. La cenerentola è Curiglia: qui l’Irpef raccolta non arriva nemmeno a 200mila euro.
In ben trenta comuni, su 141, non risiede alcun contribuente che dichiara un reddito superiore a 120mila euro. La “reginetta” Luvinate è quella che ne conta di più, oltre il 3%.
Tra i comuni senza super-ricchi c’è anche Crosio della Valle, che pure è l’undicesimo comune per reddito medio pro capite, quasi al livello di Varese. Se consideriamo che, dall’altro verso, solo il 13% dei contribuenti dichiara meno di diecimila euro, possiamo incoronare Crosio come il vero “paese del ceto medio”. Insieme ad Origgio, dove è povero appena il 16% ed è super-ricco solo lo 0,4%.
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