VARESE La Cimberio batte 78-66 Cremona e taglia il traguardo minimo stagionale con due turni d’anticipo: non era scontato visti gli alti e bassi di questo scorcio di campionato. Entra matematicamente nei playoff in capo a una partita nervosa e vallonata: prima subita, poi letta, ribaltata a proprio favore correggendo gli errori, infine controllata senza problemi. Cremona ce l’ha messa davvero tutta, ma la ditta Rich-Lighty (35 punti in due: fondamentali, ma, tutto compreso, costretti a una prestazione umana) non è bastata contro il collettivo biancorosso. Assicurato l’ottavo posto, adesso la missione diventa scavalcare qualcun altro che sta davanti, per evitare un quarto di finale affascinante ma impossibile con Siena.
L’abbrivio non è dei migliori. Un blackout elettrico oscura l’ultima parte del riscaldamento (e qualcuno evoca Padova-Torino), poi l’aggressività della Vanoli irretisce il quintetto bosino.
Goss soffre la gran fisicità dei dirimpettai; Diawara, Talts e Kangur restano ai margini: Varese sbanda e abortisce i primi quattro possessi. Cremona segna con troppa facilità: dopo 2’30”, sullo 0-6, Recalcati chiama il primo timeout e al 5′ fa la prima mossa destinata a spaccare la partita: Fajardo per Talts. Il lungo di Tenerife dà alla difesa la grinta e l’equilibrio perduti: la Vanoli, pur comandando, ha il torto di non scappare (9-16 al 6’30”, 13-23 al 9′), così la rimonta può cominciare.
La seconda pedina vincente è Stipcevic, sguinzagliato all’8′ in luogo di Goss sfiancato dalla dura lotta. Rocco prima esplora in punta di piedi, poi prende per mano i suoi fratelli: due bombe consecutive accendono il palazzetto e danno il la al break, nel momento in cui l’abulico Diawara va in panca con tre falli. Il mestiere del redivivo Goss, l’adrenalina di Stipcevic e la sapienza di Fajardo valgono il sorpasso: 30-28 al 15′, costruito a suon di triple.
Nei periodi centrali Varese fa bene pick and roll e penetra-scarica, tirando col 62% dall’arco, mentre Cremona sceglie solo soluzioni interne, trovando però le vie ormai intasate ad arte. Trascinato dal trio di cui sopra, ecco il quintetto giusto: Ganeto dà minuti di qualità, sobbarcandosi lavoro sporco a iosa; Kangur esce dal torpore, mettendo i suoi bravi mattoncini. Rich e Lighty sono alterni e la panchina di Caja non produce torrone: l’allungo varesino è imperioso (40-32 al 19′, 62-48 al 27′), appena frenato dall’antisportivo fiscale fischiato a Kangur.
Anche senza il faro Diawara la Cimberio viaggia sicura: tocca il +17 al 33′ (70-53), poi assorbe ineffabile i disperati tentativi degli ospiti. Talts, risalito dagli imbarazzi iniziali, dà le sportellate che sigillano i playoff. La gente canta «chi non salta è canturino» e fa standing ovation che, a Masnago, non sono mai regalate.
Stefano Affolti
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