Moglie bipolare accusa il marito di violenza sessuale e maltrattamenti: l’uomo assolto perché il fatto non sussiste.
L’uomo, appena fuori dall’aula, si limita a mormorare: «Ancora non riesco a capire perché lo abbia fatto».
Tecnicamente la donna potrebbe ora essere denunciata per calunnia dal compagno di una vita finito davanti ai giudici dopo 40 anni di matrimonio.
Il dispositivo letto intorno alle 16.30 di ieri dal presidente del collegio giudicante . La sentenza accolta con un sospiro di sollievo dalla figlia della coppia e dai familiari convinti più che mai che la “vittima” stesse mentendo.
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni e dieci mesi. L’avvocato difensore si è sempre detto «certo di arrivare ad un’assoluzione». E così è stato.
La donna, 55 anni, in aula aveva dipinto un matrimonio da incubo: violenze psicologiche, maltrattamenti fisici («in un’occasione mi picchiò con l’attizzatoio del camino»), e poi rapporti sessuali imposti con la forza della minaccia.
Lui, tratteggiato come un orco, in aula non aveva battuto ciglio. Ascoltato in sede di esame dell’imputato aveva dipinto un quadro familiare semplice: «Qualche volta mi arrabbiavo. Quando tornavo a casa dopo una giornata di lavoro e non trovavo nulla da mangiare e i cassetti della biancheria erano vuoti perché lei era stata in giro tutto il giorno per centri commerciali». Ma mai nessuna violenza, anzi un certo disagio causato dalla convivenza con la malattia della donna: un disturbo bipolare diagnosticato 30 anni fa.
E sarebbe stata la malattia a spingere la moglie a immaginare le violenze, a raccontare un incubo mai accaduto anche a psichiatri e psicologi. Fatti mai accaduti, come dice la sentenza, che per lei erano reali.
In aula la figlia, la sorella e la cognata della donna hanno tutte dichiarato che nulla di quanto sostenuto fosse vero. E il giudice ha assolto l’uomo con formula piena.
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