Giustizia/ Berlusconi: E’ patologia, l’ho detto a tutti i leader

Giustizia/ Berlusconi: E’ patologia, l’ho detto a tutti i leader

Roma, 27 mag. (TMNews) – Nonostante le polemiche per la frase rivolta da Silvio Berlusconi a Barak Obama sulla “dittatura dei giudici di sinistra”, il presidente del Consiglio non arretra di un millimetro, e anzi rilancia. “La giustizia in Italia è una patologia, e ne ho parlato non solo con Obama ma anche con tutti i leader”. Perchè “è un problema gravissimo” e colpevoli semmai sono i giornalisti che non ne parlano in questi termini. E dunque “vergognatevi”, dice il premier agli inviati italiani al G8 di Deauville. La determinazione del Cavaliere è dunque quella di riformare la giustizia: “Non lascerò fino a quando non l’avrò cambiata, e ora è possibile”.

Del resto che il tema continui ad occupare i pensieri di Berlusconi lo dimostra l’altro video diffuso oggi, in cui il premier discute con il presidente russo Medvedev dei suoi processi, e lo stesso inizio della conferenza stampa, aperta leggendo una nota dedicata alle polemiche per la conversazione con Obama e che delinea la linea difensiva del premier: “Ritengo mio preciso dovere istituzionale spiegare” ai capi di Stato stranieri “quale sia la situazione in Italia anche in relazione a vicende che potrebbero minare la credibilità di chi guida il Paese”. Così facendo “ho difeso l’istituzione Presidente del Consiglio”, che “oltre alla sua intelligenza e ai 28 anni di esperienza in politica estera deve anche avere un prestigio non diminuito” dalle accuse dei pubblici ministeri. Ricevendo dai leader mondiali non una risposta nel merito, ammette, ma comunque “nessun distacco”, anzi “grande amicizia e sostegno”.

Berlusconi insiste dipingendo un’Italia devo sono “venuti meno i bilanciamenti costituzionali”, vittima della “intollerabile interferenza di alcuni magistrati della pubblica accusa nei confronti dei rappresentanti del popolo democraticamente eletti”. Con l’obiettivo di “togliermi dalla scena politica per aiutare quella sinistra che non è riuscita con il responso delle urne”. Ecco perchè la ‘mission’ che il premier si impone è quella di riformare il settore: “Non lascerò la politica finché non ci sarà una giustizia giusta con dei giudici che giudicano secondo merito e non perché un imputato è amico o nemico”. Obiettivo che secondo Berlusconi ora è a portata di mano.

Rea

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