VARESE La Lega Nord a Zanica ha ritrovato la sua unità anche contro i giornalisti. È una scena che lascia di stucco quella documentata dai video del Fatto Quotidiano e di Repubblica, che hanno mostrato l’aggressione verbale e fisica alla quale i cronisti di Fatto Quotidiano, Piazza Pulita e Servizio pubblico sono stati sottoposti. Tra di loro anche il varesino Alessandro Madron, nostro collaboratore e giornalista del Fatto. Spintoni innanzitutto, ma anche calci e uno schiaffo in faccia che gli fa ruzzolare via gli occhiali (fortunamente li ritroverà più tardi grazie al deputato Davide Caparini). Nessun danno grave. Ma qualche contusione, che sono valse a Madron cinque giorni di prognosi dopo essere stato al pronto soccorso. «La cosa che ha dato più fastidio sono gli insulti – racconta Madron –
Chi mi conosce e sa come lavoro non ha mai avuto niente da dire». Infatti la folla inferocita urlava «faziosi, venduti e comunisti», oltre a «fuori, andate fuori» e persino un «tornate a casa vostra». Il giornalista sta valutando se sporgere denuncia. Nel tendone del pranzo dei lavoratori padani, dove i cronisti sono stati aggrediti, erano presenti i familiari di Madron, la moglie e i due figli piccoli in attesa di mangiare, che avevano accompagnato il padre al lavoro. «I vertici ci hanno poi chiesto scusa, ma ufficiosamente – continua – Ci sarebbe voluta una presa di distanza ufficiale. Il problema è il clima di esasperazione nei confronti dei giornalisti. Nel suo discorso, Bossi non ha mancato di attaccarci». Un clima di odio. Per nascondere i problemi a casa loro.
s.bartolini
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