Difficile assicurare gli over ottanta Sagre a rischio: «Loro sono colonne»

Difficile assicurare gli over ottanta
Sagre a rischio: «Loro sono colonne»

Ai fornelli delle sagre estive spesso si trovano volontari over 70, 75 e anche 80.

Sono loro gli instancabili che, anno dopo anno, si tirano su le maniche della camicia e lavorano nei banchi gastronomici, sfornando polenta, spezzatino, salamelle e chi più ne ha più ne metta. Il problema è che le assicurazioni raramente possono assicurare i volontari della terza età perché la probabilità del rischio di infortunio è reputata troppo elevata per tradursi in una polizza di costo accettabile.

Va anche detto che assicurare i volontari delle sagre non è obbligatorio per legge. Ma il fatto che non si trovino polizze “a buon mercato” è un ostacolo che si mette di traverso alla buona riuscita della festa. Di fatto, un anziano che si mette a disposizione nel volontariato lo fa a suo rischio e pericolo.

«Più aumenta il rischio, più aumenta il costo della polizza di assicurazioni – spiega, alpino in prima linea per la festa della Montagna del Campo dei Fiori – Tra i nostri alpini quest’anno ce ne sono 30 di ottant’anni che non lavorano, perché non possono portare il peso di certe fatiche, ma che frequentano le nostre attività. Alla fine abbiamo assicurato tutti con Cattolica, con una polizza fatta dal nazionale. Ci sono assicurazioni che non ci avrebbero proposto alcun prodotto».

Le soluzioni adottate dalle singole feste sono le più diverse. C’è chi assicura solo un piccolo gruppo di persone relativamente giovani che hanno il compito di svolgere i lavori più pericolosi, come stare alle piastre, alle friggitrici, agli impianti elettrici.

C’è chi assicura solo il pubblico che parteciperà alla sagra e non i volontari che lavorano dietro al banco, tenendo le dita incrociate per tutta la durata dell’evento nella speranza che non succeda niente.

E poi c’è chi fa affidamento sul buon cuore dei volontari che, qualora si provocassero un taglio con un coltello o si bruciassero con una pentola, mai più penserebbero di chiedere un risarcimento.

«Il mancato ricambio generazionale si traduce in notevoli problemi. Tutte le volte ci chiediamo se la festa di Capolago sia arrivata alla sua ultima edizione, perché ogni anno è più difficile affrontarla – dice , alpino di Capolago – Bisogna anche considerare che una volta si andava in pensione anche a 35 anni e poi si aveva un gran tempo per dedicarsi alle realtà associative».

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