«Adesso vado sul tetto, avviso che non ci sono più biglietti e scappo a razzo verso Sant’Ambrogio…». Scherzava il buon del Triple di via Manin, scherzava ma avendo a che fare con una folla di almeno 400 persone, alla fine vai a sapere come butta.
In 50 minuti bruciate le scorte
Erano le 15.50 di ieri, l’attimo in cui il sistemone ha detto stop, decretando la fine d’una delle prevendite più veloci di sempre: palla a due alle ore 15, ultima sirena dopo 50 minuti. Intertempi, considerato che erano vendibili 5 tagliandi a cranio: ore 15.30 fine della curva, 15.40 della galleria, 15.45 delle tribune gold e silver. I 4.793 posti biancorossi hanno quindi un padrone (2.762 gli abbonati), vediamo domani quanti dei 233 senesi verranno occupati: anche per ragioni di cassetta, sarebbe bello il pieno totale da 5.026.
Per inserire un altro paio di paletti, alla distribuzione via internet è stato destinato un quantitativo di 300 unità. Un sincero plauso va a Mario, al socio e a : impeccabili nel gestire un lavoro potenzialmente spinoso, così come alle persone della Giuliani & Laudi in centro e a tutti gli appassionati, razionali e tra loro sodali tranne rarissime eccezioni.
Il palazzetto è grande un tot, di più non ci si sta: ci vogliono fortuna, molta pazienza e un brivido alla schiena.
«Qui alle 8 meno 10»
Il numero uno è di Morazzone, mister sveglia lesta di chiama Federico: «Sono arrivato alle 8 meno 10, almeno sono sicuro di entrare». A posteriori, per com’è andata, ha fatto bene perché solo una minima parte della coda ha ricevuto soddisfazione. Riprende: «Pesante ma molto gratificante e divertente, non pensavo bastasse questo per avere così tante interviste. Le sensazioni speriamo siano buone dopo la partita, su quelle di adesso possiamo anche soprassedere: sono stanco».
Peccato non abbiano soprasseduto le divise, che hanno appioppato alcune multe alle auto parcheggiate lì attorno: fastidi pratici non ve n’erano, un minimo di elasticità poteva starci.
Punto e a capo da , giunta alle 13.20 con un libro. Già, un bel tomo: «Sto preparando l’esame di stato di architettura. Ripasso i capitoli meno impegnativi, tanto ormai mi concentro ovunque». Visto il punto dov’era piazzata nel serpentone, dubitiamo abbia comprato un lasciapassare.
Un consiglio: Stefania, stasera mettiti davanti alla televisione e concentrati sulla squadra, non sull’esame. Studio vietato anche all’intervallo.
Il top e le frasi di culto
Il massimo con lode lo regaliamo a , cagnolo bianco divenuto il beniamino della folla: ha accompagnato il suo sin dalle 10 della mattina. Chiestogli un parere, Spunk ha drizzato le orecchie e scosso la coda: «Ma cosa ca…volo stiamo facendo?!? Non ne posso più!». Stefano la vede dall’altra prospettiva: «Ha mangiato, ha bevuto, è coccolato da tutti, è la star della prevendita. Gli manca solo che lo porto a vedere la partita».
Con Stefano-Spunk, il rapporto uomo-cane ha riscritto i vertici nella scala dell’amore.
Cult sono precisamente due frasi. Una agli amici in arrivo, ascoltata da un tifoso immerso nella pancia del gruppo: «Questa è la bella vita! Arrivare a casa alle 5 da Siena, farsi una mozzarella, del tonno e bersi una Beck’s. Dormire un’ora, andare al lavoro, uscire di corsa ed essere qui per gara7. Ora non chiedo altro».
La seconda arriva da un ragazzo sui 15 anni, uno degli ultimi graziati che ce l’hanno fatta: «Il mio secondo nome è velocità». «E ruffiano il terzo…», la risposta dei primi in coda dietro lui.
Il flop e la lezione di stile
Ora lo zero, brutto: una tizia entra, chiama Valeria e fa finta di voler visionare delle scarpe esposte. Cambio di scena, senza ritegno alcuno: «Mi vendi due biglietti? Ti compro quello che vuoi».
Signora presa e mandata a rane, tutti in piedi per Valeria che, infatti, verrà premiata da Mario e Mauro del Triple, per l’integrità e la correttezza mostrate.
Samuele Giardina
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