Primarie Lega, Bossi o Maroni? Ecco cosa votano i varesini

VARESE Maroni e Bossi, pace già finita. Ma se il Senatùr pensa che basta dire «mi candido» per averla vinta, si sbaglia di grosso. Da Varese annunciano infatti che il prossimo segretario federale non potrà che essere Roberto Maroni. «Se non lo fa lui, la Lega è finita – ci confida un uomo a lui vicino – e Bobo lo sa bene. Infatti, ha intenzione di candidarsi».

Insomma, a doversi tirare indietro, per il popolo leghista, è Bossi. E lo dichiara pubblicamente ai giornali anche il sindaco di Varese Attilio Fontana. «Non penso cis sia bisogno che Bossi si ricandidi e poi i militanti hanno indicato Maroni». Frasi lapidarie. Che si aggiungono ad un giudizio non troppo positivo sull’idea delle primarie che sarebbe stata imposta direttamente da Umberto Bossi. «Prima di fare qualunque dichiarazione, preferisco capire bene il meccanismo» si limita a dire Orlando Veronese, responsabile della Lega di Sesto Calende.

Ma c’è chi è già pronto a votare. «Se vengono strutturate bene, le primarie sono uno strumento interessante – spiega il sindaco di Vedano Olona Enrico Baroffio – certo, di per sé esistono già i congressi dove i militanti si esprimono. In ogni caso, vediamo cosa viene fuori. E naturalmente io voterò Roberto Maroni, è lui il futuro della Lega».

C’è chi resta dubbioso ma non chiude le porte. Come il consigliere comunale varesino Massimo Realini.

«Vediamo cosa viene fuori – risponde – sarebbe bello se tuttavia questi coupon non fossero da compilare anonimamente. Molto meglio che i militanti mettano proprio nome, cognome e indirizzo. Almeno così uno tira fuori i coglioni e dice cosa vuole per la Lega».

Nessun informazione tuttavia su chi voterà. «Ogni militante si può candidare come segretario federale. Se non sbaglio poi c’è anche Mario Borghezio che ha detto di volersi candidare, se Bossi lo avesse fatto. Ecco, il suo è un nome che non di dipiace».

Tra i più entisiasti dell’iniziativa c’è l’ex segretario provinciale e sindaco di Cadrezzate Maurilio Canton. «Mi sembra un’iniziativa positiva. Chi voterò? Eh no, il voto è segreto».

Su Facebook invece la base insorge contro l’iniziativa.

Gianmatteo Ferrari, della sezione di Varese, che insieme ad un altro militante, Luca Bertoni, forma quelli che potremmo definire i «Maroni boys», ovvero lo zoccolo duro che a Varese lo segue ovunque, non lascia adito a dubbi: «Le nostre primarie si chiamano congresso. Roberto Maroni segretario federale».

Il gallaratese Roberto Stefanazzi non ha parole: «Bossi ma per favore.. non siamo il Pd… c’è il congresso.. basta e avanza… o è per rilanciare la vendita del giornale che è sotto lo zero?? non basta lo stesso… se non cambia non vende…».

E poi impazzano anche i commenti di semplici simpatizzanti. «Come cittadina che ha sempre votato la Lega Nord. Esprimo il mio disappunto di svolgere le primarie attraverso un giornale». E un altro ancora: «Ma perché andate in cerca di tutte queste soluzioni complicate (ora le primarie)? Candidatevi al congresso e spiegate cosa volete fare per il movimento, poi saranno i militanti a prendersi la responsabilità di fare una scelta votando. Il segretario resta in carica tot anni, poi si voterà ancora. È il metodo più chiaro e trasparente».

e.marletta

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