VARESE Un grande spavento, una notte in bianco, ma per fortuna non molto di più. È il bilancio dell’incendio che ha movimentato la notte tra venerdì e sabato in via Cairoli, al civico 31: alle due del mattino gli abitanti dei sei appartamenti sono stati svegliati dall’odore acre del fumo che si sprigionava dalle cantine dello stabile.
«Ci ha chiamato il vicino di pianerottolo, eravamo casualmente ancora svegli – racconta Isabella Marano, che col compagno Daniele Galbau vive al piano terra della palazzina – aveva sentito puzza di bruciato venire dalle scale, ha aperto la porta e si è ritrovato immerso nel fumo nero e acre. Ha chiamato tutti». In poco tempo i vigili del fuoco, chiamati dai vicini del palazzo di fronte, hanno evacuato gli abitanti dei sei appartamenti. «Ci hanno fatto uscire dalle finestre – racconta Daniele – sulle scale non si riusciva a passare per il fumo».
L’ipotesi più accreditata sulle cause dell’incendio è un cortocircuito: lo stabile è stato costruito tra gli anni ’40 e ’50, e non tutti gli appartamenti hanno rifatto recentemente l’impianto elettrico. Lo spavento è ancora tutto negli occhi degli inquilini, che raccontano la loro avventura davanti alla porta annerita della scala che porta alle cantine, da dove arriva ancora l’odore di bruciato. «La mia cantina è
stata una delle più danneggiate – dice Fulvio Barlascini – la mia bicicletta è bruciata per metà, ma non mi lamento: siamo stati fortunati ad accorgercene in tempo». Lo spazio sotto i palazzi è tornato ad essere unico, raccontano gli inquilini: la parete di legno che divideva la cantina del 31 F da quella del 31 E, la scala di fianco, è completamente bruciata nella notte.
Tra i primi ad accorrere anche Carmine Anastasio, che abita dalla parte opposta del cortile: «ho sentito le urla, mi sono affacciato e ho visto il fumo nero che usciva dalle finestrelle delle cantine». Un paio di appartamenti sono rimasti senza corrente elettrica fino al mezzogiorno di sabato, ma è stata questa, fortunatamente, la conseguenza più grave.
e.marletta
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