Quale sarà il quadro conservato nello studio del sindaco di Varese? Al castello di Masnago è aperta la caccia. Che, alla fine, culmina alla tela del De Bernardi. È lei l’opera che normalmente è appesa dietro alla scrivania di, a Palazzo Estense. Ma la sfida vera è trovarla senza farsi aiutare dai volontari del museo.
La mostra dei Musei Civici di Varese, soltanto nel primo sabato di apertura, ha fatto guadagnare al Castello circa cento accessi, con ben due gruppi di visitatori, uno di studenti di Varese e uno formato da una comitiva di francesi.
«È venuto anche un signore che, pure essendo di Masnago, non era mai stato al Castello e si è stupito per il pregio delle opere contenute» dice la volontaria .
Di fatto si tratta di una mostra low cost, che documenta le ricerche effettuate per il catalogo generale, permettendo di riscoprire al pubblico un patrimonio sconosciuto di dipinti e sculture.
Ma c’è chi quel patrimonio lo conosce bene, come un ex dipendente di Palazzo ora in pensione, che ha visitato la mostra divertendosi a ricollocare ogni quadro con la fantasia nell’ufficio dove era esposto ai tempi. «Poi gran parte delle opere sono state tolte dalle sale di Palazzo Estense, perché non erano adatte alla conservazione delle tele – spiega l’ex dipendente – Ho ancora parecchie foto di quando lavoravo a Palazzo. Mi facevo sempre ritrarre davanti ai quadri».
E ancora: «Secondo me questa collezione dovrebbe essere sempre a disposizione dei cittadini, che hanno il diritto di vederla ogni volta che lo desiderano. Non ha senso avere quadri comunali che solo pochi possono fruire».
«La mostra segue la pubblicazione del catalogo generale dei Musei Civici – spiega l’assessore alla Cultura – Grazie al crowdfunding sono stati raccolti 17mila euro che ci hanno permesso di stampare il catalogo, un’opera di alto valore culturale e scientifico. In esposizione ci sono 60 opere, fino ad oggi non visibili al pubblico o perché negli uffici comunali o custoditi in deposito. Quadri e sculture di grande valore di cui vogliamo rendere partecipe la cittadinanza». L’esposizione si compone di quattro sezioni: il 500, l’800 e il 900 lombardi e una parte sulle altre scuole pittoriche.
L’arte antica figura grazie a opere giunte al museo in donazione, come la Sacra conversazione di ; l’Ottocento vede protagonisti alcuni tra i migliori artisti legati all’Accademia di Brera, come , , e altri ancora. La prima metà del Novecento è animata dalle presenze d, e diversi altri lombardi, ma non solo.
Inoltre nelle sale espositive figura un capolavoro del piemontese , oltre che una deliziosa opera di. La scultura è rappresentata, tra gli altri, da alcuni artisti locali capaci di assurgere alla ribalta nazionale, come e, sopra tutti, .
La mostra viene raccontata anche sui social network del Castello di Masnago e di Varesecultura in una serie di post che riconnetterà le opere degli artisti presenti in mostra al patrimonio monumentale cittadino; ad esempio, Pellini fu lo scultore prediletto dal grande architetto Liberty , mentre Giuseppe Bertini è l’artista che affrescò la Villa Ponti di Biumo Superiore.
L’esposizione è visitabile fino al 29 giugno. Ma c’è chi già spera in un bis, con un allestimento più in linea con il Palazzo.
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