Con i park di Varese questi conti non tornano

VARESE Ancora disagi collegati al pagamento dei parcheggi. Tante proteste per i rincari tariffari ma ora il problema questa volta interessa il software dei parchimetri che non registrerebbero il passaggio dalla fascia che costa 1.50 euro all’ora a quella serale che costa un euro per la sosta dalle 20-24. Non siamo in grado di sapere se il problema sia limitato ad alcuni dispositivi o se li interessi tutti, ma casi analoghi ci erano già stati segnalati nelle scorse settimane. Veniamo a un caso pratico. Un lettore alle 18.20 ha inserito 3,40 euro nel parchimetro. Il tagliando evidenziava che la sosta era pagata fino alle 20, non fino alle 24 come il lettore aveva pensato. Eppure l’importo di 3,40 euro avrebbe dovuto coprire tutto il periodo: 1,50 euro dalle 18.20 alle 19.20, un euro per la fascia dalle 20 alle 24, per un totale di 2,50 euro.La rimanenza secondo il nostro lettore sarebbe stata sufficiente per coprire la fascia 19.20-20, il cui costo avrebbe dovuto essere 90 centesimi. Il nostro lettore, con sorpresa, ha invece trovato il tagliando pagato fino alle 20 e non ha ricevuto il resto, tanto da tornare alle 20 e pagare nuovamente un euro per essere in regola. Pensate se nel frattempo ci fosse stato un appuntamento importante, un film al cinema, un altro evento da cui il cittadino in questione non si sarebbe potuto assentare. Che senso ha andare a pagare nuovamente il parcheggio?Insomma, i parchimetri continuano a causare

disagi ai varesini, anche a quelli che vorrebbero essere in regola con il pagamento esponendo i tagliandi. «Verificherò, se l’anomalia esiste la sistemeremo. Magari interessa un solo dispositivo. Certo è che, se si arriva alle 19 e si inserisce 1.50 euro, il parchimetro fa pagare fino alle 20, come è giusto che sia. Ma se invece si mettono due euro, il parchimetro non consente di pagare, perché va inserito l’importo esatto: ovvero 2,50». Le macchine infatti non prendono le frazioni. Se mi avessero dato retta, a Varese avremmo già installato i nuovi dispositivi che consentono il pagamento tramite fast pay, senza commissioni o spese – dice Maurizio Marino, presidente di Avt – Se sarò riconfermato presidente, riporterò all’attenzione del Comune la necessità di avere questi dispositivi, che evitano il problema dei resti e delle monetine. Si tratta di una comodità e di un servizio il cui costo verrà ammortizzato».Striscia la Notizia era intervenuta a Varese per problema analogo a quello segnalato dal lettore. In quel caso sotto accusa era finita la pausa pranzo: chi inseriva i soldi poco prima delle 12.30 si ritrovava a pagare la pausa pranzo, anche se all’epoca era gratuita. «Bisogna risolvere gli inconvenienti al più presto possibile, perché altrimenti l’utente ne risulta penalizzato – fa sapere dal canto suo il vicesindaco Carlo Baroni – Il mio obiettivo è quello di dare il via a un sistema di pagamento moderno, nel quale sia possibile usare anche il bancomat e il telefonino».

s.bartolini

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