Comuni all’ultima spiaggia: a luglio sono ancora senza i budget approvati. «Siamo al limite – sostiene il sindaco di Varese – un altro anno così e non ce la faremo a garantire i servizi». Tra Imu, Tares, tagli e patto di stabilità, i sindaci sono costretti ad operare “a tentoni”.
La situazione ormai è al limite della sostenibilità. Lunedì a Lecco il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana ha provato a strappare qualche risposta o qualche promessa per il futuro al ministro . «Ma – spiega Fontana – al di là di un’apertura sulla possibilità di allentare o eliminare, l’anno prossimo, il patto di stabilità per i piccoli Comuni, un intervento sul patto di stabilità per i Comuni medio-grandi non è nemmeno ipotizzabile, non cambierà nemmeno di una virgola. Ma se quest’anno siamo al limite della sopravvivenza, grazie a qualche residuo o a qualche immobile da vendere, un altro anno così non riusciremo a reggerlo».
Il paradosso è che, alla boa di metà anno, si contano sulle dita di una mano i Comuni che hanno già approvato il bilancio di previsione 2013, il documento con cui programmare l’anno in corso. Il governo ha prorogato la scadenza dal 30 giugno al 30 settembre, ma le novità su Imu e Tares non arriveranno prima di fine agosto.
«Se la raccontiamo in giro si mettono a ridere – ammette il sindaco di Varese – il bilancio che presenteremo stasera è una scommessa, una simulazione, che rischia di essere vanificata dalle nuove normative. Quasi il bilancio diventa un orpello inutile».
Mai così in basso
Come Varese, molti altri Comuni (tra cui Gallarate) approveranno la “manovra” finanziaria in luglio. «Ma non c’è ancora chiarezza sui ristorni effettivi e sulle normative fiscali, ad esempio se la Tares sarà rinviata – sottolinea il sindaco di Gavirate – come si fa a programmare in queste condizioni? Senza contare che se dovremo cambiare le aliquote, il rischio grosso è che poi a fine anno la gente non avrà i soldi per pagare tutte le tasse».
Altri Comuni andranno addirittura a settembre, anche se programmare il budget dopo tre quarti dell’anno sembra un controsenso.
«Lo facciamo sperando che il Governo in agosto mantenga le promesse sull’Imu e ci dia la possibilità di evitare un aumento della pressione fiscale» spiega il sindaco di Busto Arsizio .
Il suo collega di Jerago con Orago aspetterà settembre «perché non c’è chiarezza sui tagli ai trasferimenti. Allo stato attuale, dopo anni di lacrime e sangue, tra tagli e obiettivi di patto dovremmo recuperare almeno 400mila euro. È il mio sesto bilancio ma una situazione peggiore di questa non l’abbiamo mai vissuta».
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