È un vero e proprio collezionista di documenti falsi il cittadino ucraino fermato grazie alla collaborazione della Polizia locale di Milano e del comando di Gallarate.
A far scattare l’operazione un controllo effettuato dai “ghisa” sulle richieste di residenza e di carta di identità presentate all’anagrafe di Palazzo Marino. Documenti rilasciati al protagonista di questa vicenda che ha esibito un passaporto lettone, poi risultato falso.
Con il documento di identità ottenuto a Milano, l’uomo si è poi rivolto all’anagrafe di Gallarate per chiedere l’autenticazione di una fotografia, necessaria per ottenere la patente. Fuori dall’autoscuola, però, erano appostati i vigili sia milanesi che dei Due Galli.
E così quando il sedicente lettone ha portato le carte per iscriversi alle scuole guida è stato seguito dagli agenti. Un pedinamento che ha portato i “ghisa” a Corbetta, dove l’uomo è stato fermato ed identificato. Nelle sue tasche i vigili hanno trovato numero carte di credito emesse da banche di diverse nazioni europee, schede sim ottenute con i documenti falsi, una carta d’identità e una patente polacche.
Nella sua abitazione, invece, è stato rinvenuto il passaporto originale. Grazie al quale si è scoperto che questa persona è un cittadino ucraino. E sono i dati registrati a Kiev quelli che sono stati inseriti nella denuncia a piede libero per falso ideologico, uso di atti falsi, sostituzione di persona, possesso di documenti di identificazione falsi e ricettazione. Così che alla collezione di documenti falsi si è aggiunta anche quella di capi d’accusa.
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